La formazione di calcare duro nel wc è un problema comune che può causare macchie antiestetiche e odori sgradevoli. Fortunatamente, esistono metodi efficaci per eliminare il calcare e mantenere il tuo bagno pulito e igienico. In questa guida, scoprirai passo dopo passo come rimuovere il calcare duro dal wc utilizzando prodotti naturali e chimici, oltre a condividere consigli e trucchi per prevenire futuri accumuli di calcare. Segui queste semplici istruzioni per far tornare il tuo wc a splendere come nuovo.

Prodotti per togliere il calcare duro dal wc

Come esperta di pulizie e lavori domestici, posso suggerirti diversi prodotti efficaci per rimuovere il calcare duro dal WC. Il calcare si forma a causa dell’acqua dura che contiene sali di calcio e magnesio, che si accumulano sulle superfici del WC formando depositi duri e biancastri. Ecco alcuni prodotti che puoi utilizzare per rimuovere il calcare:

1. Acido cloridrico: L’acido cloridrico è un prodotto chimico molto efficace per rimuovere il calcare. Tuttavia, è importante maneggiarlo con cura poiché è altamente corrosivo. Indossa sempre guanti e occhiali di protezione e segui le istruzioni del produttore sull’etichetta.

2. Aceto bianco: L’aceto bianco è un rimedio casalingo naturale ed economico per rimuovere il calcare. Versa una generosa quantità di aceto nel WC e lascialo agire per alcune ore o durante la notte. Successivamente, usa una spazzola per WC per strofinare via il calcare e poi tira lo sciacquone.

3. Acido citrico: L’acido citrico è un altro agente naturale che può essere utilizzato per rimuovere il calcare. Mescola una soluzione di acido citrico in polvere e acqua calda e versala nel WC. Lascia agire per un paio d’ore e poi strofina con una spazzola per WC.

4. Prodotti specifici per il calcare: Esistono numerosi prodotti commerciali appositamente formulati per rimuovere il calcare dai sanitari. Questi prodotti sono solitamente a base di acidi e devono essere utilizzati seguendo attentamente le istruzioni del produttore.

5. Gel WC anticalcare: I gel WC anticalcare sono facili da applicare e aderiscono alla superficie del WC, permettendo al prodotto di agire sul calcare per un tempo più lungo. Applica il gel seguendo le indicazioni del produttore e lascia agire per il tempo consigliato prima di strofinare con una spazzola e tirare lo sciacquone.

Ricorda di aerare il bagno durante l’utilizzo di prodotti chimici e di indossare sempre guanti di protezione. Inoltre, assicurati di non mescolare mai diversi prodotti chimici, poiché potrebbero produrre reazioni pericolose.

Come togliere il calcare duro dal wc

Per rimuovere il calcare duro dal WC, è importante seguire alcuni passaggi specifici e utilizzare prodotti e metodi appropriati per ottenere risultati efficaci e duraturi. Ecco una guida dettagliata su come procedere:

1. Indossa guanti di gomma: Prima di iniziare, assicurati di indossare guanti di gomma per proteggere le mani dai prodotti chimici e dai germi presenti nel WC.

2. Svuota il WC: Chiudi il rubinetto di alimentazione dell’acqua del WC e tira lo sciacquone per svuotare il WC il più possibile. Ciò ti permetterà di lavorare direttamente sulle aree incrostate di calcare.

3. Utilizzare aceto bianco: L’aceto bianco è un ottimo rimedio naturale per rimuovere il calcare. Imbevi un panno di cotone nell’aceto bianco e posizionalo direttamente sulle aree incrostate di calcare. Lascia agire per almeno un’ora. L’acido dell’aceto aiuterà a sciogliere il calcare.

4. Usa una spazzola a setole dure: Dopo aver lasciato agire l’aceto, usa una spazzola a setole dure per strofinare le aree incrostate. Puoi anche utilizzare una spugna abrasiva o una pietra pomice per raggiungere le aree più difficili da pulire. Strofina con forza ma con attenzione per evitare di graffiare la ceramica del WC.

5. Utilizzare un prodotto anticalcare specifico: Se il calcare è particolarmente ostinato, potresti dover utilizzare un prodotto anticalcare specifico. Segui le istruzioni del prodotto e applicalo sulle aree interessate. Lascia agire il prodotto per il tempo indicato, solitamente dai 15 ai 30 minuti.

6. Spazzola nuovamente: Dopo aver lasciato agire il prodotto anticalcare, usa la spazzola a setole dure per strofinare nuovamente le aree incrostate. Se necessario, ripeti l’applicazione del prodotto e lo strofinamento finché il calcare non viene rimosso completamente.

7. Risciacqua il WC: Una volta eliminato il calcare, riapri il rubinetto dell’acqua e tira lo sciacquone per rimuovere i residui di prodotti e calcare. Se necessario, usa un secchio d’acqua per risciacquare ulteriormente il WC.

8. Pulisci regolarmente: Per prevenire futuri accumuli di calcare, è importante pulire regolarmente il WC. Utilizza prodotti pulenti specifici per WC e spazzola regolarmente le pareti interne della tazza per mantenere una buona igiene e prevenire la formazione di calcare.

Seguendo questi passaggi, dovresti essere in grado di rimuovere efficacemente il calcare duro dal tuo WC, migliorando l’aspetto e l’igiene del tuo bagno.

Come prevenire il problema

Per evitare la formazione di macchie di calcare duro nel WC, è importante seguire alcune pratiche di manutenzione regolare e utilizzare prodotti specifici per la pulizia. Ecco una guida dettagliata su come prevenire la formazione di calcare nel WC:

1. Pulizia regolare: Pulire il WC almeno una volta alla settimana per evitare l’accumulo di calcare. Utilizzare un detergente specifico per WC o un detergente per sanitari contenente acido fosforico o acido cloridrico, che aiutano a rimuovere il calcare.

2. Spazzolare il WC: Utilizzare una spazzola per WC di buona qualità per strofinare accuratamente l’interno del WC, in particolare sotto il bordo, dove il calcare tende ad accumularsi.

3. Aceto bianco: L’aceto bianco è un ottimo rimedio naturale per prevenire il calcare. Mescolare una parte di aceto bianco con una parte di acqua e versare la soluzione nel WC. Lasciare agire per almeno 30 minuti, poi spazzolare il WC come al solito. L’aceto aiuta a sciogliere il calcare e rende più facile rimuoverlo.

4. Controllo del flusso d’acqua: Assicurarsi che il flusso d’acqua nel WC sia regolare e non troppo forte. Un flusso d’acqua troppo forte può causare schizzi e favorire la formazione di calcare sulle pareti del WC.

5. Ammorbidente per acqua: Se l’acqua della tua zona è particolarmente dura, potresti considerare l’installazione di un ammorbidente per acqua per ridurre il contenuto di calcio e magnesio nell’acqua. Questo aiuterà a prevenire la formazione di calcare nel WC e in altri sanitari.

6. Pastiglie anticalcare per WC: Esistono pastiglie anticalcare appositamente formulate per essere utilizzate nel WC. Queste pastiglie si inseriscono nel serbatoio del WC e aiutano a prevenire la formazione di calcare. Seguire le istruzioni del produttore per l’uso e la frequenza di sostituzione delle pastiglie.

7. Non utilizzare candeggina: La candeggina può effettivamente peggiorare il problema del calcare nel WC. La candeggina reagisce con i minerali presenti nel calcare, rendendoli più difficili da rimuovere. Invece, utilizzare prodotti appositamente formulati per rimuovere il calcare.

Seguendo questi passaggi e mantenendo una routine di pulizia regolare, è possibile prevenire la formazione di macchie di calcare duro nel WC e mantenere il tuo bagno pulito e igienico.

Conclusioni

In conclusione, il calcare duro può causare notevoli problemi ai sanitari, in particolare al WC. Seguendo i passaggi e utilizzando i prodotti suggeriti in questa guida, è possibile rimuovere facilmente il calcare e mantenere il WC pulito e igienico. Ricordate che la prevenzione è sempre la soluzione migliore, quindi effettuate pulizie regolari e utilizzate prodotti anticalcare per evitare l’accumulo di calcare nel tempo. Inoltre, i metodi naturali come l’uso di aceto e bicarbonato di sodio possono essere un’ottima alternativa ecologica ed economica per mantenere il vostro WC in ottime condizioni. Tenendo a mente questi consigli, potrete godere di un WC pulito e funzionante per molti anni a venire.


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Mantenere una piscina pulita e invitante è una delle sfide che tutti i proprietari di piscine devono affrontare. Una delle problematiche più comuni è l’accumulo di calcare, che può dare alla tua piscina un aspetto sporco e trascurato, oltre a danneggiare la salute della tua piscina nel lungo termine. Da appassionata di nuoto e proprietaria di una piscina, ho dovuto affrontare questo problema più volte. Prima di discutere le strategie su come rimuovere il calcare da una piscina, è importante comprendere perché si forma in primo luogo.

Perché si forma il calcare nella piscina

Il calcare è una sostanza biancastra o giallastra che si forma sulla superficie della piscina e sui bordi a causa della durezza dell’acqua, cioè la presenza di minerali come calcio e magnesio. Quando l’acqua si evapora, questi minerali rimangono indietro, depositandosi sulle superfici e formando il calcare.

Un altro motivo per cui si può formare il calcare è un pH non bilanciato. Se l’acqua della tua piscina è troppo alcalina (con un pH superiore a 7,6), aumenta il rischio di formazione di depositi di calcare. Questo perché i minerali come il calcio diventano meno solubili in acqua alcalina e tendono a precipitare, formando il calcare.

Come togliere il calcare da una piscina

L’eliminazione del calcare dalla piscina può sembrare un’impresa difficile, ma con le corrette strategie, i giusti strumenti e un po’ di impegno, si può risolvere con successo questo problema. Ecco un approccio più dettagliato su come affrontare la questione.

Correggere il pH dell’acqua
Prima di iniziare qualsiasi operazione di pulizia, è importante assicurarsi che il pH dell’acqua sia equilibrato. Un pH troppo alto può favorire la formazione di depositi di calcare. Quindi, il primo passo dovrebbe essere l’utilizzo di un kit di test per l’acqua per verificare il pH. Se il pH è superiore a 7,6, è necessario abbassarlo. Esistono diversi prodotti chimici, come l’acido muriatico o il bisolfato di sodio, che possono aiutare a ridurre il pH dell’acqua.

Applicazione di un prodotto anticalcare
Sul mercato esistono diversi prodotti anticalcare specifici per le piscine. Questi prodotti, generalmente a base di acidi, aiutano a sciogliere i depositi di calcare. Seguire attentamente le istruzioni del prodotto selezionato è cruciale. Alcuni richiedono che la piscina sia vuota, mentre altri possono essere applicati mentre la piscina è ancora in uso. E’ importante ricordare che l’utilizzo improprio di questi prodotti può danneggiare la piscina e, in alcuni casi, la salute dei bagnanti.

Pulizia delle superfici
Dopo l’applicazione del prodotto anticalcare, si può procedere con la pulizia delle superfici affette. Si può utilizzare una spazzola per piscina. Se si sta pulendo un’area di grandi dimensioni o se il calcare è particolarmente ostinato, si potrebbe prendere in considerazione l’utilizzo di un pulitore automatico per piscine che può gestire la spazzolatura e l’aspirazione in una sola volta.

Aspirazione dei residui
Una volta rimosso il calcare, è importante aspirare i residui fuori dalla piscina. L’aspirapolvere per piscine è l’ideale per questa operazione. Assicurati di controllare e pulire anche il filtro della piscina, poiché i residui di calcare potrebbero accumularsi e limitare il suo corretto funzionamento.

Manutenzione
Infine, anche dopo aver rimosso il calcare, è importante implementare una manutenzione periodica per prevenire future formazioni di calcare. Questo include il controllo regolare del pH, l’aggiunta di un prodotto anticalcare come parte della routine di manutenzione della piscina e la pulizia regolare delle superfici della piscina.

Con queste strategie dettagliate, rimuovere il calcare dalla tua piscina non sarà più un compito impossibile, ma parte integrante della routine di manutenzione. Ricorda, prevenire è sempre meglio che curare, specialmente quando si tratta di calcare nella piscina.

Conclusioni

Rimettere in sesto una piscina piena di calcare non è un compito facile, ma con la giusta strategia e un po’ di lavoro manuale, è sicuramente possibile.

Ricordo che qualche anno fa, la mia piscina aveva un problema serio di calcare. Nonostante la mia manutenzione regolare, il calcare sembrava sempre tornare. Poi, ho scoperto che il problema era il pH dell’acqua: era troppo alcalino, il che favoriva la formazione di calcare. Dopo aver regolato il pH, ho utilizzato un prodotto anticalcare, ho spazzolato tutte le superfici e ho usato l’aspirapolvere per la piscina. Il processo ha richiesto del tempo, ma alla fine la mia piscina era di nuovo limpida e pulita.

In conclusione, la chiave per rimuovere il calcare da una piscina è la prevenzione. Mantenere il pH dell’acqua equilibrato e utilizzare prodotti anticalcare regolarmente può aiutare a prevenire l’accumulo di calcare.

 


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Quando si parla di cucina italiana, è impossibile non citare uno degli ingredienti che ha contribuito a creare alcune delle ricette più amate del Bel Paese: il guanciale. Prodotto tipico della tradizione laziale, il guanciale è un salume ottenuto dalla guancia del maiale e ha un gusto unico e inconfondibile che arricchisce piatti come l’amatriciana o la carbonara. Nonostante la sua grande importanza in cucina, non tutti sanno come conservarlo correttamente per mantenerne freschezza e sapore.

Da appassionata di cucina e di prodotti tipici italiani, mi sono trovata più volte a dover conservare il guanciale, e ho imparato che alcune precauzioni possono fare la differenza. Prima di passare alle indicazioni su come conservarlo, però, vediamo più da vicino le caratteristiche di questo prelibato salume.

Caratteristiche Guanciale

Il guanciale, con il suo caratteristico sapore robusto e carnoso, è un ingrediente essenziale in molti piatti italiani tradizionali. Per preservare la sua freschezza e il suo gusto unico, è di fondamentale importanza conoscere e seguire le giuste tecniche di conservazione del guanciale.

Conservazione alla giusta temperatura
La prima regola d’oro nella conservazione del guanciale riguarda la temperatura. Questo salume deve essere tenuto in un ambiente fresco e asciutto, lontano da fonti di calore diretto e da forti variazioni di temperatura. Idealmente, la temperatura dovrebbe oscillare tra i 10 e i 15 gradi Celsius. Un luogo come una cantina o una dispensa fresca sarebbe l’ideale, ma se non ne disponi, il frigorifero sarà una buona alternativa, purché il guanciale non sia esposto a temperature troppo basse.

Modalità di conservazione in frigorifero
Nel caso in cui tu scelga di conservare il guanciale in frigorifero, è importante farlo correttamente per mantenere la qualità del salume. Il guanciale deve essere avvolto in un panno di cotone o in carta da forno, che permettono al salume di “respirare” mantenendo al contempo la sua umidità naturale. Evita l’uso di pellicola trasparente o alluminio, in quanto possono provocare la formazione di condensa che può compromettere la qualità del guanciale. Un pezzo di guanciale correttamente conservato può durare diverse settimane in frigorifero senza perdere il suo sapore distintivo.

Gestione del taglio
Quando acquisti un pezzo intero di guanciale, è consigliabile tagliarlo solo al momento del suo utilizzo. Questo perché una volta tagliato, il guanciale inizia a perdere la sua freschezza molto più rapidamente. Se hai bisogno solo di una piccola quantità di guanciale per una ricetta, taglia solo la quantità necessaria e conserva il resto come un pezzo intero.

Circolazione dell’aria
Per conservare al meglio il guanciale, è importante garantire una buona circolazione dell’aria. Non dovresti mai conservare il guanciale in contenitori ermetici, in quanto l’umidità intrappolata può portare alla formazione di muffa e alterare il sapore del salume.

Controllo regolare
Infine, è importante controllare regolarmente il tuo guanciale durante la conservazione. Assicurati che non ci siano segni di muffa o un odore sgradevole. Inoltre, il grasso del guanciale deve mantenere un aspetto bianco o leggermente giallo, e la parte di carne deve avere un colore rosato. Qualsiasi cambiamento di colore o odore può indicare che il guanciale non è più buono da consumare.

In conclusione, la conservazione del guanciale richiede attenzione e cura, ma con i consigli giusti, puoi assicurarti che il tuo guanciale

Conclusioni

Spero che queste indicazioni ti aiutino a conservare il tuo guanciale nel migliore dei modi, mantenendo intatto tutto il suo gusto e la sua freschezza.

Per concludere, vorrei condividere con te un aneddoto personale. Una volta, acquistai un bel pezzo di guanciale da un produttore locale durante una visita in Umbria. Non avendo esperienza su come conservarlo, decisi di avvolgerlo nella pellicola e metterlo nel frigorifero. Quando lo utilizzai qualche settimana dopo per preparare un’amatriciana, mi resi conto che il sapore non era come mi aspettavo. Da allora, ho sempre fatto attenzione a come conservare il guanciale, seguendo i consigli che ti ho dato oggi. Da quando ho adottato queste precauzioni, il mio amatriciana è tornata ad essere perfetta!

Conservare correttamente il guanciale è fondamentale per godere al massimo del suo sapore unico. Ricorda, la pazienza e l’attenzione ai dettagli fanno sempre la differenza in cucina.


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La forza del vapore è un alleato contro lo sporco più ostinato, in grado di garantire una pulizia impeccabile di tutte le superfici senza troppa fatica.

Caratteristiche dei pulitori a vapore

Sanitari, pavimenti, vetri, fornelli… con il vapore è possibile detergere ogni superficie e ambiente della casa in modo ecologico e impeccabile.

Gli apparecchi a vapore, infatti, sono dotati di una caldaia o di un serbatoio che porta l’acqua a una temperatura che varia tra i 120 e i 150 gradi.

Questo calore scioglie i grassi e lo sporco e permette di rimuovere, senza strofinare, macchie e incrostazioni, eliminando anche germi, batteri e acari della polvere.

In commercio sono disponibili diversi modelli, relativamente ai quali è possibile vedere questo sito per dettagli tecnici, alcuni di piccole dimensioni, come le pistole, estremamente maneggevoli e adatte alla pulizia di piccole superfici come ad esempio lampadari, fornelli, rubinetti.

In generale comunque tutti gli apparecchi sono dotati di accessori da utilizzare in base alla necessità: spugne per vetri e specchi, spazzole per le piastrelle, panni per pavimenti.

Il pulitore a vapore, infatti, è particolarmente indicato per la pulizia di piastrelle, porte della doccia, piani di lavoro, lavelli, rubinetti, forno e fornelli, moquette e tappeti, vetri e specchi, e si può utilizzare anche per rinfrescare materassi, cuscini e tende.

Tutto con il semplice utilizzo di acqua del rubinetto, senza detersivi, con un risultato davvero sorprendente e in modo facile e veloce.

Come pulire con il vapore

Il vapore è un eccellente strumento di pulizia naturale e non tossico che può essere utilizzato per pulire e disinfettare una varietà di superfici. Ecco una guida generale su come pulire con il vapore:

Cosa Ti Serve:
Un pulitore a vapore. Questi possono essere acquistati o affittati e vengono in una varietà di modelli, compresi quelli portatili e modelli a cilindro più grandi.

Leggi il manuale dell’utente. Prima di utilizzare un pulitore a vapore, leggi attentamente le istruzioni del produttore. Ciò ti fornirà informazioni importanti su come usare correttamente l’apparecchio e sulle superfici che possono essere pulite in sicurezza.

Prepara l’area. Rimuovi oggetti di grandi dimensioni o molto sporchi. Il vapore può pulire e disinfettare, ma non rimuove fisicamente lo sporco, quindi dovresti pulire grossolanamente l’area prima di utilizzare il pulitore a vapore.

Riempire il pulitore a vapore. Riempire il serbatoio del pulitore a vapore con acqua. Alcuni modelli possono richiedere acqua distillata per prevenire l’accumulo di calcare.

Riscalda il pulitore a vapore. Accendi il pulitore a vapore e lascia che si riscaldi. Questo di solito richiede qualche minuto.

Inizia a pulire. Una volta che il pulitore a vapore è pronto, puoi iniziare a pulire. Passa l’ugello del vapore lentamente sulla superficie che stai pulendo, permettendo al vapore di fare il suo lavoro. Non affrettare il processo, il vapore ha bisogno di tempo per funzionare.

Asciugare. Dopo aver pulito con il vapore, asciuga le superfici con un panno asciutto per rimuovere l’umidità residua e prevenire la formazione di muffe.

Cosa Puoi Pulire con il Vapore
Pavimenti in legno sigillato e  piastrelle
Tappeti e tappeti (prova in un’area nascosta prima per essere sicuro che non danneggi il colore)
Piastrelle e fughe nel bagno
Forni e piani di cottura
Vetri e specchi
Superfici dei mobili

Attenzione
Non tutti i materiali sono adatti alla pulizia a vapore. Evita di usare il vapore su superfici porose, pitture a base d’acqua, superfici verniciate, marmo, stucco o qualsiasi altro materiale che può essere danneggiato dall’umidità o dal calore.

La pulizia a vapore può essere un metodo efficace per rimuovere sporco e germi senza l’uso di prodotti chimici. Tuttavia, come con qualsiasi strumento di pulizia, è importante utilizzarlo correttamente per ottenere i migliori risultati.


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La muffa è un “fungo” che ha caratteristiche di colore tipicamente nero, grigio, o bianco, che trova un ambiente perfetto per crescere ed espandersi in abitazioni mal coibentate con un alto grado di umidità.
La muffa si manifesta in ambienti dove si forma la condensa (formazione di goccioline d’acqua). Per attecchire e svilupparsi, la muffa necessita di quattro condizioni essenziali contemporaneamente: temperatura alta all’interno e bassa all’esterno, presenza di spore, luce scarsa, acqua, (cioè la condensa).

Come limitare la creazione della muffa

Le errate abitudini di riscaldamento e di ventilazione della casa insieme alle cattive abitudini casalinghe possono portare alla creazione di muffa all’interno dell’appartamento.
Innanzitutto, per cercare di prevenire la creazione della muffa bisogna seguire alcuni semplici e pratici consigli.
All’interno del bagno, quando ci si lava è opportuno limitare gli schizzi sulle pareti in quanto potrebbero essere assorbiti dal cemento. In questo caso, si consiglia di asciugare la superficie e detergerla subito con un panno di acqua ossigenata a 12 volumi.
Ricordarsi sempre che la muffa si alimenta con vapore, acqua e umidità. È opportuno quindi aprire subito le finestre quando ci si lava, per garantire un sufficiente ricambio d’aria, in modo da evitare la formazione di vapore. Inoltre si trovano in commercio delle piante tropicali che si nutrono di umidità, perfette da mettere in bagno, funzionali e ornamentali.
Quando si lavano i panni, sopratutto durante il periodo invernale, si consiglia di evitare di asciugarli dentro la casa per prevenire la formazione di umidità.
Se si tinteggiano le pareti, si consiglia di scegliere una pittura a calce, comunque traspirante al fine di evitare il proliferare delle spore all’interno dell’ambiente.
Inoltre nelle stanze dove la muffa ha attecchito sarebbe opportuno utilizzare un deumidificatore.
Evitare l’eccesso di acqua nelle piante in quanto non fanno altro che alimentare la muffa sui muri.

Eliminare la muffa su muri, pareti e piastrelle

La muffa sui muri va eliminata con molta cura, facendo attenzione a non trascurare gli angoli dove i funghi si annidano più spesso e diventano più difficili da eliminare.
Le mura della cucina e del bagno sono quelle più a rischio in quanto il vapore che si genera da docce e bagni caldi o dalla cottura degli alimenti contribuisce alla formazione delle macchie. A tal proposito si consiglia di installare una ventola in bagno e cucina lasciandola accesa almeno 15 minuti dopo essere usciti dagli ambienti.
Per rimuovere la muffa sui muri si può preparare una miscela composta da due cucchiai di aceto bianco e una tazza d’acqua demineralizzata (che può essere prodotta anche dalla pompa di calore). Dopo aver applicato la soluzione sulla parte da trattare è opportuno lasciarla agire almeno per 10-15 minuti prima di effettuare il risciacquo. In alcuni casi, è necessario munirsi di uno spazzolino vecchio per togliere ogni traccia di muffa, e in particolar modo nelle fessure (fughe) tra le mattonelle.
Se dovesse essere difficile eliminare la muffa con il metodo precedente è necessario ricorrere a un trattamento diverso a base di estratto di semi di pompelmo. L’estratto di semi di pompelmo si può acquistare in erboristeria o anche in negozi di prodotti biologici.
Per preparare la miscela bastano 20 gocce di estratto sciolte in due tazzine piene d’acqua da passare direttamente sulla muffa. Si consiglia di evirare di sfregare spugnette o stracci per tamponare il prodotto in quanto lo sfregamento potrebbe portare a una dispersione delle spore in altre parti della parete.
Un altro metodo è quello di combinare insieme 2 cucchiaini di tea tree oil con due tazze di acqua bollente. Mettere il tutto in un flacone spray, agitare e spruzzare. Si consiglia di non risciacquare. Questa soluzione può essere conservata per molto tempo.
Dopo aver seguito almeno uno di questi metodi, quando la muffa sarà rimossa completamente, si consiglia di verniciare le pareti con apposite tinte antimuffa.

Eliminare muffa dai tessuti

Per eliminare le macchie di muffa su abiti o altri tessuti, si consiglia di applicare una soluzione di succo di limone e sale.
Nel caso di tappezzeria e tende, invece, si può utilizzare una soluzione creata unendo mezzo litro di alcol denaturato allungato con una tazza d’acqua. Immergere nella soluzione un panno e strofinare con cura la parte da trattare.

Eliminare la muffa radicata

Per creare un ottimo detersivo fai da te, utile anche contro la muffa più ostinata serviranno:
-700 ml di acqua
-2 cucchiai di bicarbonato di sodio
-2 cucchiai di acqua ossigenata 30/40 volumi
-2 cucchiai di sale fino
In una bottiglietta, provvista di spruzzino, versare l’acqua nella quale si andrà a sciogliere accuratamente il bicarbonato e il sale. Aggiungere poi l’acqua ossigenata e agitare con energia.
Utilizzate questa soluzione sulla parete da trattare, grattando con un vecchio spazzolino per raggiungere i punti più difficili.


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