Spalato in Croazia offre qualcosa per tutti e per tutti i gusti, questa città ha infatti una varia e complessa miscela di stili, dalle rovine romane, agli archi bizantini ai paesaggi in stile veneziano. Se stai pianificando un viaggio a Spalato ecco una guida che ti darà qualche utile consiglio per riuscire nel tuo intento…

Nessuna visita a Spalato è completa senza vedere il Palazzo di Diocleziano. Il palazzo offre un eccellente tour storico in numerose lingue compreso l’italiano. Nelle vicinanze troverai il campanile di San Domio una delle principali icone della città. A poca distanza dal campanile incapperai nel Museo Archeologico di Spalato uno dei più antichi musei della Croazia. Oltre ad una vasta collezione di oggetti risalenti alla preistoria, il Museo ospita una biblioteca con più di 30.000 libri, una collezione di monete antiche e monumenti da Salona.

Non ti perdere il mercato del pesce, che si trova sul Marmontova vicino alla riva. Anche se non hai la possibilità di cucinare perchè alloggi in albergo, questo mercato di pesce freschissimo sarà un esperienza incantevole. Assicurati però di svegliarti di buon ora perchè il mercato chiude alle 11:00. Il mercato ortofrutticolo accanto potrebbe essere anche un’ economica alternativa al pranzo! Non dimenticare neanche di visitare uno dei pekara (panifici-pasticcerie dei quali sentirai l’aroma) della città.

Se ti vuoi fare una bella nuotata nella natura incontaminata il Krka National Park con oltre 100 km di cascate e piscine create dal fiume Krka sarà il luogo ideale. Infine una breve traversata in traghetto ti porterà all’ Isola di Brac. Questa isola è tranquilla e serena, ed è ottimale se vuoi rilassarti sulla spiaggia. Gli edifici bianco avorio e le stradine strette ti daranno una sensazione di purezza molto piacevole e non di meno qui potrai ammirare indimenticabile tramonti.


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Imparare a leggere è la prima cosa che a scuola, fin dalle elementari, si impara. Molto spesso, però, le maestre ci hanno insegnato solo le più semplici regole di rispetto della punteggiatura. Ma specialmente quando si legge al cospetto di un uditorio sono importanti anche altri aspetti.

Quando leggi, alza spesso lo sguardo, la testa e il volto verso l’uditorio. Tieni la postura eretta e non accasciata, lo sguardo non deve mai fissare un punto “morto” ma deve rivolgersi verso il pubblico che sta ascoltando. Sembra un dettaglio insignificante ma, al contrario, è molto importante lasciar trasparire convinzione e sicurezza in ciò che si sta leggendo.

Preparati il discorso che devi leggere parecchio tempo prima dell’orazione (sempre se tu ne abbia la possibilità). Importante, infatti, è che tu conosca bene quello che andrai a leggere (e non soltanto per sommi capi). Se, poi, tu non abbia questa possibilità (di prepararti il discorso in anticipo), per lo meno leggilo una volta, prima di andare “in pasto agli avvoltoi”, metaforicamente parlando in riferimento all’uditorio. Spesso coloro che ascoltano, essendo rilassati e tranquilli, giudicano ogni piccola inesattezza, dovuta anche solo all’emotività.

Nel leggere utilizza sempre le pause intercalate dalla punteggiatura. Servono a tirare un sospiro di sollievo e a liberarti da eventuali tensioni nervose, anche se non è quello l’intento principale. Le pause servono a dare respiro al discorso e a facilitare la comprensione da parte dell’ascoltatore delle parti più importanti di un discorso. Quindi, ad ogni inizio di lettura, evita di tirare il fiato accumulando aria nei polmoni. Non serve ad assopire la tensione, al contrario la incrementa.


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Siamo ormai in pieno inverno, fa freddo e quale miglior modo per fronteggiare il clima rigido di questa stagione se non coprirsi bene, onde evitare di ammalarsi? La lana è sicuramente uno dei tessuti più caldi che esistano in natura ma è importante infeltrirla bene, per fare in modo che davvero avvolga il corpo e lo protegga dal gelo. Ecco alcuni consigli utili per lavorare la lana nel migliore dei modi.

Occorrente
Lana, bacinella di acqua calda, tavolo molto grande, foglio plastificato

Prima dell’infeltrimento, tocca la lana con le mani rigorosamente asciutte. Devi bagnare la lana soltanto appena prima della lavorazione. Le fibre devono essere perfettamente asciutte prima della lavorazione, poiché devono essere distinte e separate l’una dall’altra. Risulta essere durante la lavorazione che devono attaccarsi.

Infeltrisci la lana, esercitando una certa pressione sugli strati di lana cardata e muovendo le mani in senso circolare, aiutandosi con l’acqua calda. Procurati uno spazio agevole per lavorare, che abbia un lavandino a portata di mano e un tavolo molto grande. Coprilo con un foglio plastificato o con un tessuto di cera.

Usa molti strati di lana, almeno 3-5, da aggiungere l’uno sopra l’altro, alternando la direzione delle fibre. La decorazione può essere realizzato usando la stessa lana cardata oppure se si vuole ottenere un disegno più accurato si può usare i pannelli di lana prefeltrita, che facilitano molto il lavoro rendendolo anche più accurato. Appoggia comunque il disegno sull’ultimo strato di lana nel punto desiderato.


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Oggi vediamo come preparare il Gazpacho.

Ingredienti
Per 4 persone
2 cipolle
2 peperoni
2 cetrioli
800 g di pomodori maturi
Mezzo bicchiere di olio d’oliva
1 spicchio d’aglio
Mezzo limone (succo)
crostini di pane
tabasco
sale e pepe

Preparazione
Tritate molto finemente aglio e cipolla e metteteli in una terrina lavate i peperoni, tagliateli in quarti e privateli dei semi, quindi riduceteli in piccoli pezzi e uniteli all’aglio e alle cipolle.

Sbucciate i cetrioli e tagliateli a fettine sottili; sbollentate i pomodori, spellateli e passateli al frullatore, aggiungendo anche questi due ingredienti agli altri.

Irrorate il tutto con un poco di salsa Tabasco, il succo di limone e l’olio; mescolate delicatamente, quindi salate e pepate a piacere.
Mettete la terrina in frigorifero per due ore, quindi portate in tavola in coppette individuali accompagnando con crostini di pane.
Servite con o senza cubetti di ghiaccio.


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Quante volte ti è capitato di giocare a Scala 40 e finire troppo presto la partita prima di entrare nel centro del gioco? Oppure hai battuto il tuo avversario troppo facilmente? Apportando qualche semplice modifica al regolamento ti spiego come potrai portare avanti partite più avvincenti, lunghe e più divertenti!

Per giocare a Scala 51 bisogna innanzitutto saper già giocare a Scala 40! Lo scopo è il medesimo: rimanere senza carte in mano. Anche se puoi giocare con minimo un altro giocatore, ti consiglio di non superare i 5 partecipanti, sennò le carte non ti basteranno. Le carte, le combinazioni e i tris possiedono lo stesso valore che hanno nel gioco di Scala 40.

Il mazziere distribuirà ai giocatori le carte, una alla volta, partendo dalla sua sinistra, per un totale di QUINDICI a testa (non tredici come a Scala 40). Avendo ogni giocatore più carte a disposizione, sarà facilitato nella creazione di tris/combinazioni, ma gli sarà più difficile rimanere senza carte in mano. A turno ogni giocatore pesca una carta dal mazzo con la quale dovrà cercare di fare tris o combinazioni e dovrà scartare una carta che a lui non serve. Finito il giro di partecipanti si rincomincia.

Non appena un giocatore riesce a totalizzare tris e combinazioni per 51 O PIU’ PUNTI, li può calare sul tavolo e ha diritto agli stessi privilegi che ha nella Scala 40: pescare dal mazzetto degli scarti, attaccare le carte ai tris/combinazioni degli altri… In questo modo ci si libera dalle carte e vince chi rimane senza. Quando un giocatore “chiude” si procede con la conta dei punti degli altri partecipanti, per la quale si seguono le stesse regole di scala 40.

Se durante la partita finisci le carte nel mazzo da cui si pesca, rigira il mazzetto degli scarti, per riprendere a pescare a turno.Se inoltre vedi che un tuo avversario sta per vincere (ad esempio perché ha poche carte in mano), cerca di sbarazzarti il prima possibile di più punti che riesci: in caso di perdita nella conta finale risulterai con meno punti in mano, il jolly vale 25 punti, quindi cerca di attaccarlo a qualche tris/combinazione di carte che è sul tavolo di gioco.


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