Se possedete un ampio giardino e volete realizzarvi un finto ruscello o una fontana, vi diamo alcuni consigli su come progettare al meglio un angolo carino con scrosci d’acqua e con la possibilità di una suggestiva illuminazione nei momenti notturni.

La particolarità di questa sistemazione è la sua completa reversibilità dato che non useremo malte cementizie per fissare i pezzi, ma solo oggetti accostati in maniera tale da poter essere assemblati anche per brevi permanenze.

Per realizzare questa fontana vi occorre
GUAINA IMPERMEABILE: quella utilizzata per isolare tetti e solai
PIETRE: possibilmente pietre locali per dare un aspetto più naturale e meno artificioso possibile
TEGOLE
UNA GRANDE VASCA
IDROPOMPA
TUBO
RACCORDI
VALVOLA DI RITEGNO
MALTA
SMERIGLIATORE ANGOLARE

Decidete l’angolo dove istallare la vosta fontana. Preferibilmente scegliete un terreno scosceso dove potete sfruttare la pendenza per creare i giochi d’acqua. Noi vi proponiamo alcuni tipi di cascate ma potete inserire spruzzi a vostro piacimento o anche più piunti da dove far sgorgare l’acqua. Avendo delle nozioni basilari di idraulica e di dinamica delle acque potete ricavare dei semplici ma fantasiosi giochi d’acqua. Vi ricordiamo che l’acqua ha la particolare proprietà di scivolare sugli oggetti muovendosi per capillarità, seguendo le forme o le scanalature sul quale scivola.

Dopo aver scelto il luogo dove realizzare il tutto, ripulitelo da erbacce o pietre in superficie di media dimensione che potrebbero dare fastidio.

Decidete il percorso che l’acqua dovrà percorrere: lineare o a serpentina, di certo sarà a scendere per sfruttare la forza di gravità. Cominciate dal punto più basso, dopo aver scelto la vasca, non meno di 50 litri di capienza, sicuramente la dimensione dipenderanno dalla potenza della pompa. La pompa deve riuscire a mettere in circolo un certo quantitativo di litri d’acqua senza svuotare completamente la vasca. Se questo accade potreste bruciare la pompa oppure avrete uno scroscio a singhiozzo. Dopo aver posizionato la vasca sarebbe opportuno rivestirla addossarle un muretto a secco con le pietre locali così da nasconderla; potete lasciarla scoperta o chiudere anche la sommità in modo da non far vedere dove l’acqua defluisca.

Dopo aver posizionato la vasca poggiate un foglio di guaina a terra, noi abbiamo spezzato la discesa con alcuni gradini di 20 cm per creare delle piccole cascate. Steso il foglio, arrotolatelo negli angoli per creare un restringimento in modo che l’acqua confluisca nella vasca, mentre lungo il perimetro, rialzate i bordi con delle pietre e allo stesso tempo nascondeteli sotto le pietre stesse in modo da lasciare visibile solo il fondo, che potrebbe eventualmente essere nascosto con dei sassolini o potete anche murarli alla pece con un po’ di mastice in modo da non essere trascinati via dall’acqua.

Nel gradino superiore stendete un altro foglio. Potrete continuare a creare gradini in altezza fino a quando la pompa giuscirà a spingere il giusto quantitativo d’acqua. La pompa che abbiamo usato noi da 700 watt riesce a spingere un ampio cannaggio fino a 10 metri di altezza. Ma ripeto che la forma e il percorso del vostro ruscello dipenderà dalla pendenza del terreno e dalla potenza della pompa. Potreste realizzarla per assurdo anche 40 metri avendo lo spazio e la potenza giusta. Se volete un riferimento storico basti pensare alla Reggia di Caserta, vicino Napoli in Italia, con ben 6 chilometri di fontane (ovviamente oggi li ci sono molti altri sistemi elettronici in modo che l’acqua venga pulita e riciclata, ma nel 1700 era tutto un sistema con acqua corrente che scorreva sfruttando la pendenza, a quei tempi non cerano pompe elettriche. Stesso discordo accadeva per gli acquedotti romani, ma non dilunghiamoci e torniamo a noi).

Stesa la guaina, create lo svaso che versi l’acqua esattamente nel ripiano sotto senza buttarla fuori. Per rialzare i bordi prima abbiamo usato le pietre, adesso proveremo a farlo usando le tegole. Predisponete due file di tegole, distanziandole entro il perimetro massimo della guaina, sovrapponendole come se li disponete su di un tetto col dorso in su. Poi appoggiatevi sopra la guaina e sopra ancora un’altra fila di regole che tengano ferma la guaina tipo sandwich.

Continuando a salire abbiamo creato una cascata per gocciolamento usando una tegola. Cominciate creando un intaglio con lo smerigliatore angolare sul lato lungo lasciandolo col dorso verso l’alto, questo sarà una sorta di taglia goccia che non farà scivolare l’acqua oltre. Poi create dei dentelli che serviranno a creare delle singole gocce. Dalle due estremità chiudetele con un po’ di cemento armandolo con dei sassolini, questo servirà a creare una vasca che contenga l’acqua prima di versarla. come vedete nella foto le sbavature dell’impasto serviranno a contenere l’acqua, quindi non rimuovetele. Quando la posizionate controllate che il profilo sia messo a livello in modo che l’acqua scenda a cascata uniforme. Considerate anche l’effetto sonoro che si crea. Una fontana non si può riprodurre con un a semlice immagine ma il movimento e il suono rendono tutto più suggestivo e apprezzabile in maniera plurisensoriale. La pece venduta a rotoli è cosparsa da una particolare sabbia per evitare che i vari strati si appiccicano. Dopo aver montato il tutto sciacquate e ripulite la vasca che nel frattempo avrà raccolto tutta la sabbia e l’eventuale polvere incrostata sulla superficie delle pietre. L’importante è pulire per evitare che la pompa aspiri i detriti e provochi danni al suo interno, potete mettere anche un filtro legando un pezzo di rete all’estremità del tubo che eviterà di farvi entrare detriti o animali.

Appena il mastice sarà pronto posizionate la tegola orizzondalmente all’apice della fontana e creata un piccolo percosso che porti l’acqua alla nostra “vastra per le gocce” realizzato il percosso con le tegole che in questo caso fungeranno da canale rivestite i lati della fontana con un muretto a secco per creare una scenografia che faccia capire che l’acqua stia sgorgando da una sorgente tra le rocce.

Prendete un pezzo di tubo in pvc da un pollice lo stesso che avete utilizzato per le tubbazioni e con l’ausilio di un cannello allargate la bocca in uscita fino a creare un ovale che distribuirà meglio il flusso dell’acqua, non dimenticate di fissare il tubo con una pietra o del mastice in modo che la pressione dell’acqua non lo sposti.

Quando costruite il percorso tenete conto da dove passare i tubi dell’acqua e dove posizionare la pompa. La pompa verrà messa o in un apposito pozzetto scavato nel terreno e coperto con un tombino oppure messa ad una certa distanza per evitare di far sentire il ronzio durante il funzionamento. Dopo aver deciso il luogo più opportuno dove posizionare la pompa passate i tubi, mettendo delle curve aperte o chiuse in base ala linea che seguirà. L’importante che alla pompa arrivino due tubi, quello di entrata, da dove aspira, e quelllo di uscita, da dove spinge.

Prima di collegare il tubo di uscita istallate una valvola di ritegno. Se la pompa è collocata più in alto della vasca l’acqua tenderà, a motore spento, a scendere nella vasca e appena si accenderà, la pompa rimasta piena d’aria, girerà a vuoto rischiando di bruciarsi. La valvola eviterà che ciò accada. Prima dell’istallazione riempite il tubo d’acqua, alcune pompe hanno un apposito cappuccio per questo scopo. Quando avvitate i raccordi stringeteli bene e mettete delle guarnizioni. Anche se le pompe sono sigillate ermeticamente, se fuoriuscisse dell’acqua potrebbe provocare un cortocircuito, PERICOLOSISSIMO!!! Quindi State attenti dove posizionate eventuali faretti per l’illuminazione notturna. Vi sono in commercio dei faretti subacquei, ma se volete risparmiare e non avete la necessità di metterli proprio sotto l’acqua, con alcuni accorgimenti potete usare anche delle lampadine normali, disponendole dove non vi arrivano schizzi d’acqua. Disponete delle piante grasse o fiorite lungo il percorso, o interrandole o lasciandolo nel vaso, magari nascosto da dei sassolini.

Adesso è tutto pronto per mettere in funzione la vostra nuova fontana, di sera potete mettere delle candele lungo i bordi per un tocco di romanticismo. Nella parte centrale abbiamo lasciato che la guaina creasse una fossa in modo che l’acqua non scivoli via subito ma permanga per creare un piccolo laghetto. Il mio consiglio personale è di farne molte, o modificare la stessa, in modo da avere un idea chiara della dinamica delle acque per poi trovare la soluzione che più si desidera. Noi non abbiamo speso molto per realizzare questa fontana, dovreste aquistare solo la pompa e i metraggi di tubo che vi occorrono, poi le pietre sono facilmente reperibili in campagna, per le tegole o le aquistate o se ne avete da parte qualcuna potete usarla, anche perche non vovrete murare niente a meno che qualche piccola parte. Per la guaina potete saldare dei ritagli o conservare quella che rimane di una riparazione. Se proprio non avete niente togliendo la pompa potreste spendere non più di 30 euro, e risparmiereste molto se avreste dovuto chiamare un muratore o consultare un architetto.


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Il prezzo dell’energia elettrica è diminuito in questo trimestre, è vero, ma quanti di voi sanno che l’impatto di questa diminuzione porterà gli italiani a risparmiare soltanto 5 euro in bolletta? Come fare quindi per risparmiare realmente sul costo dell’energia elettrica?

Le risposte, le soluzioni e gli accorgimenti sono numerosi ma in questo articolo parleremo soltanto degli elettrodomestici e del loro impatto sulle bollette.
Dovete sapere che non molto tempo fa è stata fatta un’analisi, intervistando a campione i cittadini italiani per cercare di capire quali elettrodomestici, secondo il pensiero comune, attaccano con più aggressività la bolletta. Il risultato? Non è tutto come sembra. L’Aires, l’Associazione italiana che riunisce tutti i principali venditori di elettrodomestici nel nostro Paese, che ha svolto l’indagine, ha rivelato che 1 persona su 3 attribuisce i maggiori dispendi energetici ai soliti tre elettrodomestici: il phone, il ferro da stiro e la lavatrice. Sarà davvero così? No, non proprio.

I principali responsabili sono il condizionatore, l’asciugatrice, la lavatrice e il frigorifero. Prendiamo dal mazzo un elettrodomestico a caso, la lavatrice, e partiamo da quello, vedendo nel dettaglio cosa si può fare per contenere i consumi.
Dovete sapere che acquistare una classe A o superiore (A+, A++ e A+++) e azionarla soltanto la sera non sono le uniche soluzioni a vostra disposizione, esistono altri trucchi per limare ulteriormente sprechi e costi. Il lavaggio a 40 gradi, l’assenza del prelavaggio e la macchinata a pieno carico ne sono un esempio.

Il frigorifero è un altro dei principali colpevoli, in quanto è l’unico elettrodomestico a conti a stare accesso 365 giorni l’anno. In media è stato calcolato consumi all’incirca dai 100 ai 240 kilowatt ogni ora. Al di là della solita classe, più è alta minori saranno i consumi, gli accorgimenti che ci sentiamo di darvi sono
-Acquistare l’elettrodomestico in base al nucleo familiare
-Evitare di aprirlo in continuazione e di introdurre alimenti caldi
-Regolare la temperatura intorno ai 3/4 gradi
-Non riempirlo eccessivamente, più il frigorifero risulta appesantito maggiore energia elettrica servirà per raffreddarne il contenuto

Per quanto riguarda l’asciugatrice c’è poco da dire, il consiglio che ci sentiamo di darvi è quello di non utilizzarla o quantomeno comprare un’asciugatrice a gas e limitarne gli utilizzi.

Il condizionatore invece, utilizzato dai più soltanto durante il periodo estivo, è un apparecchio il cui è utilizzo ci sentiamo caldamente di consigliarvi di diminuire. La ragione risiede nell’impatto che potrebbe avere sulla salute. Una valida alternativa è quella di impostarlo in modalità deumidificatore.


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vere i ricordi della nostra vita sempre dinanzi è una maniera per mantenerli sempre vivi e fluidi nella nostra memoria. Una foto, disegni attestati di merito ecc. fanno parte del corredo della nostra vita e sarebbe un vero peccato lasciare delle care foto in un cassetto e a far prendere polvere ai vostri disegni. Ragion per cui abbiamo bisogno di metterli in mostra nella nostra casa (e non solo) per dagli la giusta visibilità e degna collocazione. Vi spiegheremo, quindi, realizzare una cornice per stampe, disegni e foto facile e veloce.
Cornici pronte se ne trovano di svariate misure, ma come al solito ci sono dei modelli standardizzati che limitano le applicazioni. Se avreste un formato diverso dallo standard sarete costretti a comprare una misura più grande, e quindi spendendere di più, avendo una maggiore area che in fondo non vi occorre. Oltre tutto il vuoto lasciato dallo spazio vuoto dovrà essere riempito da qualcosa, quindi occorrerà creare un passepartout con del cartoncino bianco o colorato che sara un’altra (anche se minima) spesa in più da sostenere. Insomma sia per i formati particolari o per qualsiasi altra cornice da fare, la soluzione migliore è realizzarsela in casa, anche perchè non occorre molto tempo ma sopratutto avrà la vostra impronta. Come ulteriore vantaggio abbiamo la possibilita di scegliere la cornice che più ci piace o trattarla con vernici, smalti, foglia oro e qualsiasi altra patina.

Per realizzare la cornice avrete bisogno dei seguenti attrezzi e materiali:
TAVOLA DA CORNICE: nutaralmente ne esistono di molti colori e dimensioni scegliete voi quella che più vi piace.
COMPENSATO: anche di questo ne esistono di vari spessori e vi conviene quello più sottile che trovate.
SEGA
GRAFFETTATRICE
SQUADRA DA FALEGNAME
OCCHELLO

Prendete le misure della foto che dovete incorniciare. Quindi ritagliate da un pezzo di compensato uno stesso riquadro aggiungendo 1 cm minimo per lato. Questa pseudo-cornice che lasceremo sarà l’area sulla quale applicheremo la cornice finale.

Dopo aver acquistato il listello per fare la cornice scegliete eventuali trattamenti da fare, perchè sarebbe più adeguati farli prima del taglio, ma anche un post intervento è possibile. Possiamo cominciare a fare i tagli dopo aver preso bene in conssiderazione le misure. ATTENZIONE! la cornice dovrà essere almeno 2 millimetri in meno per lato, in modo che il poster che metterete all’interno venga sostenuto e tenuto aderente al fondo in maniera autonoma e senza l’ausilio di colle o biadesivo. Evitate la colla per fissare l’immagine perchè potrebbe alterare la qualità della foto, gli effetti collaterali potrebbero essere macchie che salgono in superficie, imbarcamento del supporto stesso, o potrebbe anche succedere che la carta si raggrinsisca. Comunque sia, un incollaggio potrebbe essere anche una limitazione per la cornice, cioè non potrebbe più essere riutilizzata.

Quindi dopo aver calcolato le misure tagliate il listello. I 2 millimetri andranno tolti al perimetro della foto, che corrisponderà al perimetro interno della cornice. Ecco i pezzi che ne verranno fuori pronti per essere fissati. i tagli saranno a 45°. Per tagliarli potete usare una sega circolare che vi garantisce dei tagli veloci e con un’angolazione perfetta grazie alla scala graduata di cui è fornita. in caso non possediate la sega circolare potete usare un seghetto manuale con guida che si trovano per pochi euro nei negozi di Bricolage.
Fissate tutti i pezzi della cornice con la graffettatrice dopo aver applicato alcune gocce di colla vinilica o qualsiasi altra colla per legno. Appena asciutta con la stessa gaffettatrice ancorate la cornice al compensato.

Ovviamente prima di mettere il fondo inserite la vostra fotto o poster, e per una maggiore protezione dei vostri ricordi potete inserire un foglio di acetato trasparente satinato o lucido che proteggerà da polvere e umidità. Il vantaggio di unire il fondo alla cornice con la gaffettatrice è per il semplice motivo che può facilmente essere aperto togliendo le gaffette con un cacciavite e riutilizzare la cornice con un’altra foto.

A fine opera mettete un gancetto. Usate dei chiodini piccolissimi in modo che non escano dall’altra parte e siano visibili. Esistono anche i gancetti adesivi nel caso la cornice non sia eccessivamente pesante.

Come avete potuto vedere su questo tutorial, realizzare una cornicetta è senz’altro un’operazione estremamente semplice e veloce che vi porterà un notevole risparmio.
Per quando riguarda il passepartout potete scegliere di metterlo o meno se l’oggetto da incorniciare lo richiede. Vale a dire che se dovreste incorniciare un disegno molto colorato potrete distanziarlo dalla cornice con un secondo riquadro con una tinta neutra come beige, bianco o nero che sono le più comuni, oppure potete scegliere un colore che si ci abbini, nel caso nel disegno ci sono tinte più forti, potreste quindi abbinare colori come l’azzurro, giallo paglierino o marroncino. Nell’ esempio di oggi abbiamo speso 4,50€ se foste andati a comprarla ne avreste spesi tra 15 e 20 € magari senza trovare quella che più si addice ai vostri gusti.


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Se finora abbiamo discusso su come organizzare ed allestire la casa per renderla sana e sicura, ora trattiamo una questione altrettanto importante ovvero come mantenerla salubre: le pulizie. Non tutti sappiamo esattamente cosa fare per pulire una casa. Cercheremo di capire quali strumenti ci servono, come usarli e andremo a ricavare uno schema utile per sapere cosa pulire quotidianamente, cosa pulire settimanalmente, cosa mensilmente e infine per le pulizie stagionali.

L’indispensabile in casa
-una scopa (o due se avete anche un ambiente esterno come balconi o terrazzi da pulire)
-un moccio (da cambiare ogni 3 o 4 mesi)
-almeno 2 secchi, di cui uno fornito con gabbia per strizzare il moccio
-un anticalcare
-un disinfettante per il bagno
-un disinfettante per il wc
-un multiuso per la polvere e per i vetri
-un panno per il lavabo della cucina
-un panno per le altre superfici della cucina
-una spugna per i sanitari del bagno
-una spugna a parte per il wc
-stracci, che potete ricavare da vestiti, tovaglie e tovaglioli che non usate più
-uno sgrassatore per pavimenti
Inoltre, se sono presenti superfici particolari (parquet, marmo, ect.) è bene dotarsi di prodotti specifici in modo da non rovinare i materiali.
Gli strumenti per la pulizia, come scope, bastoni, stracci, spugne e panni, possono essere acquistati dove costano meno, ad esempio nei discount.
Per quanto riguarda i detersivi è meglio affidarsi a quelli di marca: i detersivi che si trovano nei discount ad esempio, hanno spesso odori pungenti e intossicanti, mentre quelli di marca hanno di solito profumazioni gradevoli e varie.

PULIZIE FREQUENTI
I pavimenti vanno prima spazzati o aspirati (o entrambi se sapete di aver sporcato molto), poi muniti di un secchio con acqua e detersivo diluito e un altro per strizzare il moccio, passate quest’ultimo su tutto il pavimento; se il pavimento è tanto sporco ripetete l’operazione un’altra volta, dopo che il pavimento si è asciugato. Se avete un parquet passate il prodotto apposito.

Il bagno
Il bagno va pulito a fondo. Passate con un panno lo sgrassatore, l’anticalcare e il disinfettante sui sanitari, con uno straccio imbevuto di multiuso o di detersivo per i vetri pulite gli specchi, mettete il disinfettante per il wc e dopo averlo lasciato agire per qualche minuto, olio di gomito nella tazza con la spugna apposita per scrostare. Pulite e disinfettate (se necessario lasciandolo a bagno nella candeggina o nel disinfettante per qualche mezz’ora) lo scopino per il wc. Infine lavate il pavimento dopo averlo spazzato e cambiate gli asciugamani.

Il soggiorno
Con un panno o uno straccio ( o con il piumino) imbevuto di multiuso o antipolvere, togliete la polvere da tutte le superfici: mobili, tv, libri, piani di lavoro e di appoggio, soprammobili, foto; date una passata anche a interruttori,
quadri e maniglie delle porte

La cucina
pulite il forno con il detersivo apposito, seguendo le istruzioni riportate sulla confezione: utilizzate un panno solo per questa operazione. Passate un panno imbevuto di multiuso o sgrassatore sulle ante dei mobili e su tutte le superfici della cucina. Passate l’anticalcare sul lavello della cucina

Gli esterni
Scopate e lavate i balconi o il terrazzo (se è estate; in inverno potete farlo più sporadicamente)

PULIZIE MENO FREQUENTI
Vetri
lavate con un multiuso o un prodotto specifico, tutti i vetri di casa, dentro e fuori. Per non lasciare aloni è consigliato asciugare i vetri con carta di giornale. In caso di grandi vetrate, è possibile pensare all’acquisto di un robot lavavetro.

Divani
sfoderate quelli sfoderabili e lavate la fodera (e poi rimettetela ancora umida: questo permetterà alla fodera di stirarsi senza ritirarsi); battete i cuscini di quelli non sfoderabili e passateci l’aspirapolvere se l’avete

Mobili e arredo
spostate i mobili che non si spostano mai: pulite dietro ad essi, scopate a terra negli angoli più reconditi, passate stracci e panni con sgrassante in cima ai pensili e sopra i lampadari. Fate ordine negli armadi: guardaroba, cassettiere, librerie, pulendo con panno e
multiuso ante e ripiani

Tappeti
Passate i tappeti in acqua e aceto bianco.

Tendaggi
Togliete le tende e lavatele secondo le indicazioni d’etichetta; riappendetele ancora bagnate, per evitare poi di doverle stirare.

Cucina
Svuotate e pulite il frigo con un panno imbevuto di sgrassatore o multiuso e se necessario passate l’aceto con un panno: aiuta a togliere gli odori sgradevoli. Lavate e disinfettate la pattumiera.

Suggerimenti:
L’anticalcare va sempre sciacquato abbondantemente e infine non scordatevi MAI di passare uno straccio per ASCIUGARE. Quest’ultima operazione è fondamentale per evitare che rimangano le macchie delle goccioline d’acqua.
Per sgrassare macchie difficili, spruzzate lo sgrassatore direttamente sulla macchia e lasciatelo agire qualche minuto.
Poi passate un panno e dopo asciugate
Se pulire per voi è proprio un grande sforzo, quando lo fate accendete la musica dallo stereo o tenetevela nelle orecchie con gli auricolari: i gesti saranno più energici. Ricordate anche che pulire significa fare esercizio fisico.


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La bioarchitettura è una disciplina che cerca di individuare il corretto equilibrio tra la salute e il benessere fisico e psichico di chi abita in una determinata casa, e la salute e il benessere degli elementi naturali che la circondano, in quando comunque indissolubilmente legati. È una disciplina che prende quindi in considerazione la casa nella sua totalità, dalla scelta dei materiali più idonei all’impiantistica, all’arredamento.

Origini
Sulla scia della presa di coscienza collettiva che negli anni Settanta ha portato alla luce per la prima temi quali ‘ecologia’ e ‘risparmio energetico’, nasce nello stesso periodo anche la Bioarchitettura, che inizia ad essere studiata e applicata in Germania dopo che la crisi energetica del 1973 mise in ginocchio il mondo intero. Chiamata anche architettura bioclimatica, questa disciplina incominciò a ricercare fonti di energia alternative agli idrocarburi per fornire le abitazioni dell’energia necessaria per ‘funzionare’.
Gli operatori del settore edilizio iniziarono a valutare seriamente la possibilità di fornire le abitazioni che costruivano di quell’energia alternativa che, più delle altre, è accessibile a tutti e praticamente in qualsiasi posto: l’energia del sole. Dalla Germania l’interesse per questa nuova disciplina si diffuse a macchia d’olio in tantissime altre nazioni europee, negli Stati Uniti e addirittura in Africa.
Se escludiamo il celebre architetto F. L. Wright che aveva precedentemente realizzato alcune costruzioni basandosi sui principi di quella che allora veniva chiamata architettura climatizzata, come la famosissima Casa sulla cascata, i primi esempi di architetture a energia solare realizzati in Europa e negli Stati Uniti avevano le sembianze di veri e propri manifesti culturali.
L’aspetto esteriore di queste costruzioni, infatti, sembrava voler urlare al mondo la potenza dei propri sistemi per la raccolta dell’energia; i segni architettonici che caratterizzavano questi edifici dichiaravano apertamente la necessità di sostenersi in modo ecologico, appoggiandosi a materiali biocompatibili. Un esempio di questa tendenza è la Casa di Acorn Close, nata nel 1981 in Inghilterra, che sfrutta nel miglior modo possibile fenomeni naturali quali l’inerzia termica, l’effetto serra, l’effetto camino e altri effetti creati naturalmente dal clima stesso.
Una volta adottata una visione ecologica e naturalistica dell’edilizia, gli architetti che più degli altri aderirono a questa nuova filosofia del costruire iniziarono a ricercare sistemi sempre nuovi e sempre più naturali per creare energia, e non solo per disperderla.
Parliamo di una vera e propria scuola di architetti e di arredatori che si impegnarono per sposare il più armoniosamente possibile la bellezza interna ed esterna delle case con questi nuovi valori improntati all’ecologia. In questo modo il rispetto per la natura e l’incremento della vivibilità andavano di pari passo con una grande attenzione all’estetica.
Elementi come l’illuminazione, l’isolamento termico, l’ombreggiamento e la ventilazione, la deumidificazione e la protezione dalle precipitazioni atmosferiche divennero materia di grandi sperimentazioni che portarono alla concezione di nuove ‘regole’ edilizie.
Non mancarono nemmeno gli architetti che cercarono di portare nelle loro costruzioni anche alcuni elementi attinti dalle culture etniche di tutto il mondo, sfruttando un millenario sapere su come utilizzare nel migliore dei modi quello che la natura regala all’uomo e valorizzando al meglio le risorse naturali, in una grande armonia con il mondo naturale. Un esempio di questa nuova filosofia del costruire è la “Casa per abitazione”, edificata nel 1993 in Francia, a Lyon Vaise.

Caratteristiche
Un numero sempre maggiore di persone sono ogni giorno più consapevoli del grande, grandissimo valore della salute e ognuno cerca solo il meglio per sé e per la propria famiglia, sia per quel che riguarda l’alimentazione, che per quello che indossa che per i materiali con cui è realizzata la propria casa.
Il fine è quello di non essere più circondati da elementi disarmonici ma soprattutto tossici: da questa esigenza è nato, negli ultimi decenni, un nuovo modo di affrontare la vita e di rapportarsi ad essa; un modo pi attento, più ecologico, più rispettoso nei confronti di una natura che da sempre ci ospita e ci nutre. La prima, vera grande ristrutturazione a cui stiamo assistendo, quindi, è quella relativa al nostro ‘modus vivendi’: c’è, infatti, chi ha deciso di trasferire questi nuovi valori a tutto quello che ci circonda, prima tra tutti la casa, sia nella sua architettura che nell’arredamento.
Risulta essere ormai assodato che condurre la propria esistenza in un ambiente sano migliora la qualità della vita, e al sempre crescente numero di persone che abbracciano questo nuovo stile di vita si affianca un numero sempre maggiore di professionisti dell’edilizia che rivolgono un’attenzione particolare anche agli aspetti funzionali ed ecologici delle loro costruzioni. Dalla sapiente combinazione di questi elementi deriva una vita domestica di qualità superiore, e sono in tanti a crederlo e a metterlo in pratica, applicando questo pensiero alle diverse fasi della progettazione e della realizzazione di una costruzione.
Prima di tutto, l’esposizione della facciata di ingresso dovrebbe essere rivolta verso sud, in modo che possa usufruire il più possibile della luce e del calore del sole. Per quel che riguarda gli ambienti della casa, questi vanno posizionati nelle giuste aree, individuate in base alla perfetta combinazione tra ombra e luce. In più, per avere la certezza che la casa possa ‘respirare’ adeguatamente non viene utilizzato alcun tipo di materiale isolante come colle sintetiche, pavimentazioni in cemento, coloranti impermeabili e tutto quello che potrebbe inquinare gli ambienti interni ed precludere il necessario passaggio di aria, di modo che le esalazioni, i vapori e l’aria viziata non costituisca un danno per la salute. Sono numerosi, infatti, gli studi che hanno rivelato che le esalazioni nocive possono portare a problemi di respirazione, cefalee, nausee e altri disturbi.
Sembra che anche i climatizzatori possano non essere apparecchiature salubri in quanto vi si annidano batteri che, se i filtri d’aria non vengono cambiati con regolare frequenza, potrebbero essere diffusi nell’aria. Questo è il motivo per cui vengono studiati sistemi sempre nuovi per l’areazione che, insieme all’abitudine di aprire regolarmente le finestre per permettere il ricambio dell’aria, cercano di limitare i danno causati dal ricircolo continuo di aria viziata.
Allo stesso modo, anche i sistemi di riscaldamento, in particolar modo le stufe elettriche, possono essere causa di una drastica diminuzione dell’ossigeno, oltre che consumare quantità eccessive di energia. Per assicurarsi che nella propria casa vi sia una buona qualità dell’aria è consigliabile circondarsi di piante, che trattengono l’anidride carbonica e liberano ossigeno, mentre le foglie trattengono fuliggine e pulviscolo. Anche il terriccio è molto utile per la salubrità dell’aria, poiché i microorganismi che contiene sono in grado di assorbire esalazioni nocive come l’ossido di carbonio e altri gas, con un effetto simile a quello di una spugna.

Materiali
I bioarchitetti perfezionarono via via le loro ricerche per quel che riguardava le tecniche di costruzione e la scelta dei materiali, rendendo gli edifici sempre più “vivi”. Risorse naturali come l’acqua, la luce, la vegetazione per arrivare fino alle caratteristiche sonore dell’ambiente attorno veniva utilizzate nel modo più sapiente per creare situazioni abitative definite “reattive”, ossia perfettamente in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici e all’ambiente esterno.
Le costruzioni di nuova generazioni sono quelle in cui la sperimentazione sui materiali è più avanzata: questi infatti vengono selezionati in base al criterio del massimo rendimento, del minimo impatto ambientale e dei costi contenuti e sono la pietra, il legno, la calce e il gesso. I nuovi materiali hanno necessariamente portato a un nuovo studio dei costi e dei processi di produzione dei materiali, e delle eventuali emissioni nocive: questo ha portato alla progressiva sostituzione di elementi vecchi e nocivi per la salute come vernici, colle, smalti e pitture chimiche con altri prodotti di origine naturale come vernici create con pigmenti naturali e cera d’api, ossia i materiali che veniva utilizzati un tempo.

Dove costruire
I bioarchitetti e gli esperti di settore non solo scelgono attentamente tutti i materiali, ma prestano anche un’attenzione particolare alla conformazione geologica del terreno dove andrà edificato l’edificio, agli eventuali corsi d’acqua sotterranei che possono rivelarsi dannosi per la salute di chi ci abita sopra, ai cavi elettrici dell’alta tensione o a elementi radioattivi che potrebbero essere presenti nel terreno o nell’atmosfera circostante. Un buon architetto analizza tutto con la massima attenzione di modo che nulla sfugga al suo attento esame.
C’è una scuola di pensiero che sostiene che tutto il pianeta sia percorso da un reticolo elettromagnetico a cui hanno conferito il nome di “rete di Hartmann”: una rete invisibile che risulta particolarmente nociva per gli abitanti del pianeta nei punti dove le linee si incontrano, i cosiddetti nodi.
L’effetto negativo di questi nodi può venire ulteriormente amplificato dalla qualità non eccelsa dei materiali utilizzati per l’edificazione, dalla presenza di giacimenti minerari, crepacci o corsi d’acqua sotterranei. In ogni caso, non è ancora stata dimostrata l’effettiva nocività di questa rete sul nostro organismo quindi per il momento siamo ancora in una fase teorica. Chi avesse qualche dubbio può in ogni caso chiedere a un esperto una perizia effettuata con un geomagnetometro per rilevare insolite alterazioni nel campo magnetico.


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