Imparare a leggere è la prima cosa che a scuola, fin dalle elementari, si impara. Molto spesso, però, le maestre ci hanno insegnato solo le più semplici regole di rispetto della punteggiatura. Ma specialmente quando si legge al cospetto di un uditorio sono importanti anche altri aspetti.

Quando leggi, alza spesso lo sguardo, la testa e il volto verso l’uditorio. Tieni la postura eretta e non accasciata, lo sguardo non deve mai fissare un punto “morto” ma deve rivolgersi verso il pubblico che sta ascoltando. Sembra un dettaglio insignificante ma, al contrario, è molto importante lasciar trasparire convinzione e sicurezza in ciò che si sta leggendo.

Preparati il discorso che devi leggere parecchio tempo prima dell’orazione (sempre se tu ne abbia la possibilità). Importante, infatti, è che tu conosca bene quello che andrai a leggere (e non soltanto per sommi capi). Se, poi, tu non abbia questa possibilità (di prepararti il discorso in anticipo), per lo meno leggilo una volta, prima di andare “in pasto agli avvoltoi”, metaforicamente parlando in riferimento all’uditorio. Spesso coloro che ascoltano, essendo rilassati e tranquilli, giudicano ogni piccola inesattezza, dovuta anche solo all’emotività.

Nel leggere utilizza sempre le pause intercalate dalla punteggiatura. Servono a tirare un sospiro di sollievo e a liberarti da eventuali tensioni nervose, anche se non è quello l’intento principale. Le pause servono a dare respiro al discorso e a facilitare la comprensione da parte dell’ascoltatore delle parti più importanti di un discorso. Quindi, ad ogni inizio di lettura, evita di tirare il fiato accumulando aria nei polmoni. Non serve ad assopire la tensione, al contrario la incrementa.


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Siamo ormai in pieno inverno, fa freddo e quale miglior modo per fronteggiare il clima rigido di questa stagione se non coprirsi bene, onde evitare di ammalarsi? La lana è sicuramente uno dei tessuti più caldi che esistano in natura ma è importante infeltrirla bene, per fare in modo che davvero avvolga il corpo e lo protegga dal gelo. Ecco alcuni consigli utili per lavorare la lana nel migliore dei modi.

Occorrente
Lana, bacinella di acqua calda, tavolo molto grande, foglio plastificato

Prima dell’infeltrimento, tocca la lana con le mani rigorosamente asciutte. Devi bagnare la lana soltanto appena prima della lavorazione. Le fibre devono essere perfettamente asciutte prima della lavorazione, poiché devono essere distinte e separate l’una dall’altra. Risulta essere durante la lavorazione che devono attaccarsi.

Infeltrisci la lana, esercitando una certa pressione sugli strati di lana cardata e muovendo le mani in senso circolare, aiutandosi con l’acqua calda. Procurati uno spazio agevole per lavorare, che abbia un lavandino a portata di mano e un tavolo molto grande. Coprilo con un foglio plastificato o con un tessuto di cera.

Usa molti strati di lana, almeno 3-5, da aggiungere l’uno sopra l’altro, alternando la direzione delle fibre. La decorazione può essere realizzato usando la stessa lana cardata oppure se si vuole ottenere un disegno più accurato si può usare i pannelli di lana prefeltrita, che facilitano molto il lavoro rendendolo anche più accurato. Appoggia comunque il disegno sull’ultimo strato di lana nel punto desiderato.


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Oggi vediamo come preparare il Gazpacho.

Ingredienti
Per 4 persone
2 cipolle
2 peperoni
2 cetrioli
800 g di pomodori maturi
Mezzo bicchiere di olio d’oliva
1 spicchio d’aglio
Mezzo limone (succo)
crostini di pane
tabasco
sale e pepe

Preparazione
Tritate molto finemente aglio e cipolla e metteteli in una terrina lavate i peperoni, tagliateli in quarti e privateli dei semi, quindi riduceteli in piccoli pezzi e uniteli all’aglio e alle cipolle.

Sbucciate i cetrioli e tagliateli a fettine sottili; sbollentate i pomodori, spellateli e passateli al frullatore, aggiungendo anche questi due ingredienti agli altri.

Irrorate il tutto con un poco di salsa Tabasco, il succo di limone e l’olio; mescolate delicatamente, quindi salate e pepate a piacere.
Mettete la terrina in frigorifero per due ore, quindi portate in tavola in coppette individuali accompagnando con crostini di pane.
Servite con o senza cubetti di ghiaccio.


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Quante volte ti è capitato di giocare a Scala 40 e finire troppo presto la partita prima di entrare nel centro del gioco? Oppure hai battuto il tuo avversario troppo facilmente? Apportando qualche semplice modifica al regolamento ti spiego come potrai portare avanti partite più avvincenti, lunghe e più divertenti!

Per giocare a Scala 51 bisogna innanzitutto saper già giocare a Scala 40! Lo scopo è il medesimo: rimanere senza carte in mano. Anche se puoi giocare con minimo un altro giocatore, ti consiglio di non superare i 5 partecipanti, sennò le carte non ti basteranno. Le carte, le combinazioni e i tris possiedono lo stesso valore che hanno nel gioco di Scala 40.

Il mazziere distribuirà ai giocatori le carte, una alla volta, partendo dalla sua sinistra, per un totale di QUINDICI a testa (non tredici come a Scala 40). Avendo ogni giocatore più carte a disposizione, sarà facilitato nella creazione di tris/combinazioni, ma gli sarà più difficile rimanere senza carte in mano. A turno ogni giocatore pesca una carta dal mazzo con la quale dovrà cercare di fare tris o combinazioni e dovrà scartare una carta che a lui non serve. Finito il giro di partecipanti si rincomincia.

Non appena un giocatore riesce a totalizzare tris e combinazioni per 51 O PIU’ PUNTI, li può calare sul tavolo e ha diritto agli stessi privilegi che ha nella Scala 40: pescare dal mazzetto degli scarti, attaccare le carte ai tris/combinazioni degli altri… In questo modo ci si libera dalle carte e vince chi rimane senza. Quando un giocatore “chiude” si procede con la conta dei punti degli altri partecipanti, per la quale si seguono le stesse regole di scala 40.

Se durante la partita finisci le carte nel mazzo da cui si pesca, rigira il mazzetto degli scarti, per riprendere a pescare a turno.Se inoltre vedi che un tuo avversario sta per vincere (ad esempio perché ha poche carte in mano), cerca di sbarazzarti il prima possibile di più punti che riesci: in caso di perdita nella conta finale risulterai con meno punti in mano, il jolly vale 25 punti, quindi cerca di attaccarlo a qualche tris/combinazione di carte che è sul tavolo di gioco.


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Ora che arrivano le feste, insieme alle tombolate ci si riunisce per giocare a carte. Se quando tutti si siedono attorno al tavolo tu ti metti in un angolo perchè non sai giocare, impara il gioco della Scala40 così potrai proporre il tuo gioco e divertirti insieme agli altri

A scala40 si può giocare da un minimo di due giocatori a quanti se ne vuole, carte permettendo.
La mano di gioco inizia da chi pesca la carta più altra dal mazzo; l’asso vale più di qualsiasi altra carta.
Si gioca in senso antiorario perciò il giocatore alla sinistra del mazziere divide il mazzo.
Il Mazziere da le carte, tredici a testa e poi mette il mazzo al centro del tavolo da gioco.
Il primo a giocare è il giocatore a destra del mazziere che pesca una carta dal mazzo e scarta quella che non gli serve.

Lo scopo del gioco è togliersi tutte le carte da mano o posando a terra o appoggiando sulle carte scese dagli avversari.
Per poter appoggiare a terra bisogna formare delle combinazioni di carte.
Una di queste è la scala che consiste in una serie di minimo 3 carte con i numeri progressivi che abbiano lo stesso seme (es. 123 di fiori). L’altra combinazione è il tris, ossia tre carte con lo stesso numero ma di semi diversi (es. 4 di fiori, 4 di picche, 4 di cuori).

Per aprire il giocatore deve avere 40 punti in mano ossia la somma delle carte che formano le sue combinazioni deve raggiungere 40.
Le carte dal 2 al 10 valgono quanto è il numero (es. il 5 vale 5).
Le figure (j-q-k) valgono 10.
L’Asso vale 1 se vicino al 2 e 11 se messo dopo il K o se forma un tris.

Per appoggiare alle carte degli avversari bisogna aprire posando i 40 punti a terra e una volta aperto al turno successivo si può pescare anche dal mazzo degli scarti.
Quando un giocatore ha poggiato a terra le sue carte e scartato l’ultima il gioco è finito.
Gli altri giocatori allora contano le carte che hanno in mano seguendo lo stesso criterio usato per contare i punti per aprire.
I jolly in mano valgono 25.
Se il giocatore ha ancora tutte e tredici le carte in mano il suo punteggio sarà di 100 punti.
Vince chi ha meno punti.


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