Può capitare di scoprire che il nostro cane è stato punto da una zecca.

Tutto quello che ci serve sono un pò di alcol e delle pinzetta per sopracciglia

Dopo aver Individuato la zecca, prendete un batuffolo di cotone e bagnatelo con l’alcol.
Appoggiare il batuffolo di ovatta sulla zecca in modo da stordirla e rendere più facile l’operazione di estrazione.

Cercando di trovarsi il più possibile vicino alla pelle del cane afferrare la zecca e tirare verso l’esterno con cura e lentezza.

Una volta staccata bruciatela, .non schiacciatela perchè potrebbe contenere uova.

Disinfettare il cane sul punto in cui è stato morso.


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In questo filmato vedrete come realizzare un bracciale a fascia in macramè con spirale tripla e perline. Per la realizzazione di questo lavoro vi occorrono i seguenti materiali: 4 fili di nylon da 1mm della lunghezza di 120 cm, 1 filo di nylon da 1 mm della lunghezza di 60 cm, 5 perle rosa da 10 mm e 30 perline bianche da 5 mm.
Per iniziare il lavoro prendete due fili da 120 cm, piegateli a metà e posizionateli sul banco da lavoro, poi prendete il filo più corto, prendete la misura di 11 cm, unitelo agli altri due fili e fate un nodo in cima. A questo punto dovete creare l’asola e una volta terminata, sciogliete il nodo fatto in precedenza, poi prendete l’altro filo da 120 cm e annodatelo orizzontalmente sotto l’asola. Fate la stessa cosa anche con l’altro filo da 120 cm e iniziate poi ad inserire le perline. La sequenza da seguire sarà sempre la stessa, cioè tre perline bianche (in orizzontale) in cima, una perla rosa al centro e altre tre perline bianche sotto (sempre orizzontalmente), seguono poi alcuni nodi e si riparte con la sequenza precedente. Continuate in questo modo fino a terminare il vostro braccialetto.


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Un terminale classico del Surfcasting è lo Short Rovesciato, molto simile al Long Arm, con la differenza nella distanza tra piombo e girella (o se preferite stopper). Questo terminale è molto utile ed indicato sopratutto per la cattura dei Saraghi in condizione di mare abbastanza formato e di fondale sabbioso, mentre se volete insidiare questa preda in fondali misti o rocciosi, potete dare uno sguardo alla paratura con piombo a perdere.

Vediamo il materiale necessario per realizzare questo tipo di calamento
un piombo, preferibilmente un cono, di circa 150 grammi, poi vedete un po’ voi se ridurre o aumentare a seconda delle condizioni meteo.
un amo, con dimensione a vostra discrezione (dipende dall’esca che volete utilizzare)
una girella a T snodabile o se preferite potete utilizzare anche il sistema stopper-girella-stopper.
un filaccione da circa 1,3/1,7 metri
un filaccione da 0,9/1,5 metri
A questo punto abbiamo tutto il necessario per realizzare uno Short Rovesciato, basta semplicemente seguire l’immagine di seguito.

 


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Famiglia: Graminacee

Origine: America Meridionale
Si tratta di una pianta perenne che può raggiungere alcuni metri di altezza ed è un vero gioiello per i giardini; alta ed elegante ha foglie che formano un bel pennacchio ornamentale. In settembre produce curiose infiorescenze piumose, dalle larghe spighe argentate, alte fino a 2 metri. Si può piantare l’erba delle pampas in gruppi folti, ma in genere risalta meglio in posizione isolata; ha foglie dal filo tagliente, di colore grigiastro, lunghe e ricadenti. E’ adatta per le rive di uno stagno o per risaltare al centro di un tappeto erboso.
I ciuffi non molti sviluppati sono usati per fare essiccare e utilizzare nelle composizioni di fiori secchi.

Esposizione: posizione soleggiata.

Temperatura: i nostri climi temperati le sono favorevoli, ma sopporta senza problemi il caldo. Bisogna invece proteggerla dal freddo intenso degli inverni più rigidi.

Riproduzione: per divisione del cespo in primavera o autunno. Tagliare dei polloni ben radicati con una vanga piatta o con un coltello robusto e invasarli in un miscuglio di torba e sabbia, metterli in cassone o in una piccola serra, dopo aver dimezzato il fogliame.
Quando la fioritura finisce e si annunciano i primi freddi, verso la fine di ottobre, tagliare le foglie secche e stringere le altre in un mazzo, avvolgendolo con stuoie, stracci o cartoni e ammucchiare al piede della pianta foglie secche; togliere la protezione a fine marzo.
La pianta in inverno non vuole troppa umidità; al momento del risveglio, pressappoco in aprile, o un po’ più avanti nella primavera, tagliare le foglie.

Annaffiatura: abbondanti solo all’inizio dell’estate, devono essere regolari per mantenere umido il terreno. Due volte alla settimana è una buona cadenza.

Terreno: si accontenta di un buon terriccio da giardino; a patto che il substrato sia permeabile prospera sia in terreni un po’ secchi che in terreni freschi.

 


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Al vino di base viene aggiunto lo zucchero di canna -parte de liquer de tirage-. In tale modo aumenta la pressione interna (poichè 4,2 grammi per litro sviluppando la pressione di una atmosfera e nella spumantizzazione si mettono 25 grammi per litro, nella bottiglia si sviluppano circa 6 atmosfere di pressione).

Successivamente si aggiungono lieviti selezionati, tenuti segreti dalle varie cantine di produzione, ed il vino cosi trattato viene imbottigliato con tappo a corona e coricato in cataste. In due mesi i lieviti (saccaromiceti), aggrediscono lo zucchero resistendo al grado alcolico ed alla pressione e si agglutinano permettendo la presa di spuma. La pressione viene controllata con la bottiglia in cima alla catasta nella quale è inserito un manometro.

Dopo circa due mesi i lieviti hanno consumato tutto lo zucchero e il grado alcolico del vino si è alzato insieme alla pressione interna.
Avvenuta la presa di spuma la bottiglia continua a stare accatastata per un periodo di tempo variabile dai 22 ai 48 mesi o più durante il quale lo spumante acquista i suoi caratteristici sentori: si dice che «sta sui lieviti», che vanno eliminati, essendo essi presenti come farina gialla in sospensione.

Trascorso il tempo di spumantizzazione la bottiglia viene scrollata, permettendo cosi ai lieviti di stare in sospensione, e messa in appositi portabottiglie detti pupitre, dove verrà segnata con della carta e successivamente girata di circa 1/8 di giro (remuage sur la pupitre). Il giro completo della bottiglia avviene in una settimana. Durante questo periodo la bottiglia viene anche alzata in piedi, facendo depositare i lieviti nei bicchierino presente sotto il tappo. Si procede infine alla sboccatura del vino: viene tolto il tappo con il bicchierino pieno di lieviti.

Negli anni passati tale operazione era fatta al volo da cantinari molto abili (degorgement a la voleè), al giorno d’oggi quest’ultima fase viene effettuata gelando la bottiglia con appositi macchinari (degorgement a la glace) che congelano la parte del tappo della bottiglia e dopo avere tolto la corona avviene l’espulsione automatica dei lieviti per pressione. Lo spumante ottenuto viene quindi rabboccato con un liquore detto di rabbocco (liqueur d’expedition), tenuto anch’esso segreto dalle cantine, dosando il quale si otterrà il gusto brut, extra sec, sec, demisec, doux.

Sarà poi tappato indicando sull’etichetta la data di sboccatura, anche se non obbligatorio per legge, e sarà lasciato riposare per almeno un paio di mesi. Dopo tale data è bene consumare il vino entro 10-12 mesi. Trascorso infatti questo periodo il vino appare stanco e il perlage diventa inesistente. Quando lo spumante non viene rabboccato si ha il pas dosè.


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