La bioarchitettura è una disciplina che cerca di individuare il corretto equilibrio tra la salute e il benessere fisico e psichico di chi abita in una determinata casa, e la salute e il benessere degli elementi naturali che la circondano, in quando comunque indissolubilmente legati. È una disciplina che prende quindi in considerazione la casa nella sua totalità, dalla scelta dei materiali più idonei all’impiantistica, all’arredamento.

Origini

Sulla scia della presa di coscienza collettiva che negli anni Settanta ha portato alla luce per la prima temi quali ‘ecologia’ e ‘risparmio energetico’, nasce nello stesso periodo anche la Bioarchitettura, che inizia ad essere studiata e applicata in Germania dopo che la crisi energetica del 1973 mise in ginocchio il mondo intero. Chiamata anche architettura bioclimatica, questa disciplina incominciò a ricercare fonti di energia alternative agli idrocarburi per fornire le abitazioni dell’energia necessaria per ‘funzionare’.
Gli operatori del settore edilizio iniziarono a valutare seriamente la possibilità di fornire le abitazioni che costruivano di quell’energia alternativa che, più delle altre, è accessibile a tutti e praticamente in qualsiasi posto: l’energia del sole. Dalla Germania l’interesse per questa nuova disciplina si diffuse a macchia d’olio in tantissime altre nazioni europee, negli Stati Uniti e addirittura in Africa.
Se escludiamo il celebre architetto F. L. Wright che aveva precedentemente realizzato alcune costruzioni basandosi sui principi di quella che allora veniva chiamata architettura climatizzata, come la famosissima Casa sulla cascata, i primi esempi di architetture a energia solare realizzati in Europa e negli Stati Uniti avevano le sembianze di veri e propri manifesti culturali.
L’aspetto esteriore di queste costruzioni, infatti, sembrava voler urlare al mondo la potenza dei propri sistemi per la raccolta dell’energia; i segni architettonici che caratterizzavano questi edifici dichiaravano apertamente la necessità di sostenersi in modo ecologico, appoggiandosi a materiali biocompatibili. Un esempio di questa tendenza è la Casa di Acorn Close, nata nel 1981 in Inghilterra, che sfrutta nel miglior modo possibile fenomeni naturali quali l’inerzia termica, l’effetto serra, l’effetto camino e altri effetti creati naturalmente dal clima stesso.
Una volta adottata una visione ecologica e naturalistica dell’edilizia, gli architetti che più degli altri aderirono a questa nuova filosofia del costruire iniziarono a ricercare sistemi sempre nuovi e sempre più naturali per creare energia, e non solo per disperderla.
Parliamo di una vera e propria scuola di architetti e di arredatori che si impegnarono per sposare il più armoniosamente possibile la bellezza interna ed esterna delle case con questi nuovi valori improntati all’ecologia. In questo modo il rispetto per la natura e l’incremento della vivibilità andavano di pari passo con una grande attenzione all’estetica.
Elementi come l’illuminazione, l’isolamento termico, l’ombreggiamento e la ventilazione, la deumidificazione e la protezione dalle precipitazioni atmosferiche divennero materia di grandi sperimentazioni che portarono alla concezione di nuove ‘regole’ edilizie.
Non mancarono nemmeno gli architetti che cercarono di portare nelle loro costruzioni anche alcuni elementi attinti dalle culture etniche di tutto il mondo, sfruttando un millenario sapere su come utilizzare nel migliore dei modi quello che la natura regala all’uomo e valorizzando al meglio le risorse naturali, in una grande armonia con il mondo naturale. Un esempio di questa nuova filosofia del costruire è la “Casa per abitazione”, edificata nel 1993 in Francia, a Lyon Vaise.

Caratteristiche

Un numero sempre maggiore di persone sono ogni giorno più consapevoli del grande, grandissimo valore della salute e ognuno cerca solo il meglio per sé e per la propria famiglia, sia per quel che riguarda l’alimentazione, che per quello che indossa che per i materiali con cui è realizzata la propria casa.
Il fine è quello di non essere più circondati da elementi disarmonici ma soprattutto tossici: da questa esigenza è nato, negli ultimi decenni, un nuovo modo di affrontare la vita e di rapportarsi ad essa; un modo pi attento, più ecologico, più rispettoso nei confronti di una natura che da sempre ci ospita e ci nutre. La prima, vera grande ristrutturazione a cui stiamo assistendo, quindi, è quella relativa al nostro ‘modus vivendi’: c’è, infatti, chi ha deciso di trasferire questi nuovi valori a tutto quello che ci circonda, prima tra tutti la casa, sia nella sua architettura che nell’arredamento.
Risulta essere ormai assodato che condurre la propria esistenza in un ambiente sano migliora la qualità della vita, e al sempre crescente numero di persone che abbracciano questo nuovo stile di vita si affianca un numero sempre maggiore di professionisti dell’edilizia che rivolgono un’attenzione particolare anche agli aspetti funzionali ed ecologici delle loro costruzioni. Dalla sapiente combinazione di questi elementi deriva una vita domestica di qualità superiore, e sono in tanti a crederlo e a metterlo in pratica, applicando questo pensiero alle diverse fasi della progettazione e della realizzazione di una costruzione.
Prima di tutto, l’esposizione della facciata di ingresso dovrebbe essere rivolta verso sud, in modo che possa usufruire il più possibile della luce e del calore del sole. Per quel che riguarda gli ambienti della casa, questi vanno posizionati nelle giuste aree, individuate in base alla perfetta combinazione tra ombra e luce. In più, per avere la certezza che la casa possa ‘respirare’ adeguatamente non viene utilizzato alcun tipo di materiale isolante come colle sintetiche, pavimentazioni in cemento, coloranti impermeabili e tutto quello che potrebbe inquinare gli ambienti interni ed precludere il necessario passaggio di aria, di modo che le esalazioni, i vapori e l’aria viziata non costituisca un danno per la salute. Sono numerosi, infatti, gli studi che hanno rivelato che le esalazioni nocive possono portare a problemi di respirazione, cefalee, nausee e altri disturbi.
Sembra che anche i climatizzatori possano non essere apparecchiature salubri in quanto vi si annidano batteri che, se i filtri d’aria non vengono cambiati con regolare frequenza, potrebbero essere diffusi nell’aria. Questo è il motivo per cui vengono studiati sistemi sempre nuovi per l’areazione che, insieme all’abitudine di aprire regolarmente le finestre per permettere il ricambio dell’aria, cercano di limitare i danno causati dal ricircolo continuo di aria viziata.
Allo stesso modo, anche i sistemi di riscaldamento, in particolar modo le stufe elettriche, possono essere causa di una drastica diminuzione dell’ossigeno, oltre che consumare quantità eccessive di energia. Per assicurarsi che nella propria casa vi sia una buona qualità dell’aria è consigliabile circondarsi di piante, che trattengono l’anidride carbonica e liberano ossigeno, mentre le foglie trattengono fuliggine e pulviscolo. Anche il terriccio è molto utile per la salubrità dell’aria, poiché i microorganismi che contiene sono in grado di assorbire esalazioni nocive come l’ossido di carbonio e altri gas, con un effetto simile a quello di una spugna.

Materiali

I bioarchitetti perfezionarono via via le loro ricerche per quel che riguardava le tecniche di costruzione e la scelta dei materiali, rendendo gli edifici sempre più “vivi”. Risorse naturali come l’acqua, la luce, la vegetazione per arrivare fino alle caratteristiche sonore dell’ambiente attorno veniva utilizzate nel modo più sapiente per creare situazioni abitative definite “reattive”, ossia perfettamente in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici e all’ambiente esterno.
Le costruzioni di nuova generazioni sono quelle in cui la sperimentazione sui materiali è più avanzata: questi infatti vengono selezionati in base al criterio del massimo rendimento, del minimo impatto ambientale e dei costi contenuti e sono la pietra, il legno, la calce e il gesso. I nuovi materiali hanno necessariamente portato a un nuovo studio dei costi e dei processi di produzione dei materiali, e delle eventuali emissioni nocive: questo ha portato alla progressiva sostituzione di elementi vecchi e nocivi per la salute come vernici, colle, smalti e pitture chimiche con altri prodotti di origine naturale come vernici create con pigmenti naturali e cera d’api, ossia i materiali che veniva utilizzati un tempo.

Dove costruire

I bioarchitetti e gli esperti di settore non solo scelgono attentamente tutti i materiali, ma prestano anche un’attenzione particolare alla conformazione geologica del terreno dove andrà edificato l’edificio, agli eventuali corsi d’acqua sotterranei che possono rivelarsi dannosi per la salute di chi ci abita sopra, ai cavi elettrici dell’alta tensione o a elementi radioattivi che potrebbero essere presenti nel terreno o nell’atmosfera circostante. Un buon architetto analizza tutto con la massima attenzione di modo che nulla sfugga al suo attento esame.
C’è una scuola di pensiero che sostiene che tutto il pianeta sia percorso da un reticolo elettromagnetico a cui hanno conferito il nome di “rete di Hartmann”: una rete invisibile che risulta particolarmente nociva per gli abitanti del pianeta nei punti dove le linee si incontrano, i cosiddetti nodi.
L’effetto negativo di questi nodi può venire ulteriormente amplificato dalla qualità non eccelsa dei materiali utilizzati per l’edificazione, dalla presenza di giacimenti minerari, crepacci o corsi d’acqua sotterranei. In ogni caso, non è ancora stata dimostrata l’effettiva nocività di questa rete sul nostro organismo quindi per il momento siamo ancora in una fase teorica. Chi avesse qualche dubbio può in ogni caso chiedere a un esperto una perizia effettuata con un geomagnetometro per rilevare insolite alterazioni nel campo magnetico.


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Quando si decide di iniziare a frequentare una palestra, è sicuramente un’ottima iniziativa. Sempre più persone, ormai, scelgono di aumentare il proprio benessere iscrivendosi ad un centro Fitness, e di conseguenza questi luoghi hanno moltiplicato la loro presenza sul territorio. La scelta risulta, perciò, non così semplice come si possa pensare: occorre valutare alcuni aspetti, magari inizialmente poco interessanti, ma che, se trascurati, possono far nascere demotivazione e abbandono dell’attività.

Per iniziare, ti consiglio di visitare più centri Fitness prima di iscriverti e valutarli senza farti condizionare dal gestore che vorrebbe venderti un’iscrizione a tutti i costi alla prima visita. Recati nei centri più vicini alla tua abitazione, preferibilmente a meno di 15 minuti di distanza, e prediligi quelli forniti di un comodo parcheggio.

Una volta all’interno, fatti spiegare quali servizi offre la palestra e chiedi di poter fare un giro per visitare il centro. E’ importante subito fare attenzione alle dimensioni dei locali: è facile capire se la palestra è stata costruita a misura di chi la frequenta, per cui dovrebbe risultare funzionale e spaziosa, oppure a misura di chi la visita, con una sala ingresso enorme e poco spazio per il resto. I luoghi essenziali dei centri Fitness sono: la sala body building o sala pesi, la sala corsi e gli spogliatoi. Questi tre luoghi devono essere separati fra loro, facilmente accessibili e ben areati.

La sala pesi deve avere spazi ben proporzionati e ogni attrezzo deve essere rivolto verso uno specchio che permetta di controllare la corretta esecuzione dell’esercizio. Accertati che le macchine utilizzate siano modelli recenti e che ci sia una ben fornita area cardiofitness, con cyclette, rematori, tapis roulant. Il pavimento è importante che sia in parquet, in PVC o linoleum per motivazioni prettamente igieniche; infatti, sono materiali facilmente pulibili. Ti sconsiglio vivamente i centri in cui la sala attrezzi abbia la moquette. Visita la sala in cui si svolgono i corsi; anche qui è fondamentale il pavimento. Deve essere in parquet per avere effetto ammortizzante evitando tensioni a livelli articolari. E’ preferibile che ci sia un impianto audio ed i seguenti attrezzi: steps, cerchi, bastoni, piccoli bilancieri, cavigliere, elastici etc. Chiedi, poi, di visitare anche gli spogliatoi accertandoti che ci siano ottime condizioni igieniche e che siano presenti degli armadietti con la serratura per riporre gli oggetti di valore. In molti centri, è presente anche un zona sauna o bagno turco.

Accertati, infine, che il personale abbia qualifiche adeguate come la laurea in Scienze Motorie o diplomi da Istruttori tecnico-atletici. Il prezzo dell’abbonamento spesso è un indice della serietà e professionalità del centro Fitness: ti sconsiglio di scegliere palestre che abbiano prezzi stracciati visto che, probabilmente, il servizio offerto non sarà dei migliori. Ogni centro, infatti, ha dei costi fissi e scendere al di sotto di essi significa necessariamente togliere qualità al servizio. Quando c’è di mezzo la nostra salute credo sia importante tenere presente anche questo.


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XG5 fa parte di un nuovo progetto DKN, la Xseries. Fare dei confronti con la Pro Evolve diventa difficile. L’unico elemento simile rimasto è proprio il manubrio. Il pannello di controllo graficamente è diverso dal modello superiore, la XG10, ma ha gli stessi comandi, il dispaly è un po’ più piccolo. Ha le figure delle principali posture per i programmi base preimpostati. La selezione di frequenza e tempo è molto pratica ed intuitiva. Novità importante: l’unità di comando bassa con utile tasto repeat.

Il piatto oscillante
Totalmente rivisto e completamente ridisegnato rispetto alla vecchia serie. Dimensioni piatto 42 x 85 cm. Altezza da terra 16,5 cm. Il più basso in circolazione su pedane verticali uniformi. Acciaio puro, rivestito in gomma nella parte superiore. Appoggia su giunti a molla, elemento classico DKN. La portata della XG5 è di 150 kg come per la XG10.
Lo stabilizzatore, l’aletta antiribaltamento che si integra perfettamente nel design complessivo, svolge la sua funzione nello squat estremo.

Motore
Il motore della XG5 è ancorato al centro della parte inferiore del piatto. É a corrente continua e riesce ad esprimere una vibrazione notevole. Rivisto negli eccentrici riesce a produrre una vibrazione con accelerazione di 8G a 50Hz con un carico di 90kg. Il motore è molto silenzioso, non come quello della XG10 ma quasi. Come al solito non vi diamo la potenza del motore perché non è indicativa per capire l’intensità di vibrazione che la XG5 è in grado di produrre. Vedi accelerazione più avanti.

Accelerazione
L’accelerazione è l’intensità di vibrazione che la pedana vibrante riesce a generare. La potenza del motore non è un parametro da considerare sulle pedane vibranti perchè non c’è uniformità e talvolta pedane con meno watt di altre risultano molto più potenti al piatto. Il valore di accelerazione è l’unico dato per confrontare le pedane e stabilire l’intensità della vibrazione.
L’accelerazione è espressa in metri/secondo al quadrato “m/s2” oppure in forza “G”.
1G = 9,80665 m/s2
Accelerazione massima con peso: 8 G o 82 m/s2 – Frequenza: 50Hz Peso: 90kg

Particolari costruttivi e dettagli XG5
Il basamento della pedana offre rapido accesso a tutti gli elementi: giunti, motore e parte elettrica. La base pesa 52kg. É ricoperta di uno strato di neoprene piuttosto delicato. Se trascinate la pedana con troppa foga c’è il rischio che si stacchi qualche bordo. Mettete sotto un panno per spostarla trascinandola. Oppure sollevatela in due. La pedana va comunque messa su un pavimento regolare.
L’asta è ancorata alla base in tre punti. Il montaggio è facile e rapido. Gli spinotti sono quelli dell’alimentazione e del pannello di controllo.

Accessori
XG5 è fornita del manuale di istruzioni e spiegazione del Vibration Training, del manuale esercizi Vol.1 che è lo stesso della PRO Evolve, DVD interattivo, fasce, tappetino o cuscino smorzatore. I passanti sono anche un elemto decorativo interessante.

Programmi
Non ci sono grandi novità sulla gestione dei programmi nemmeno per la XG5. I programmi preimpostati: arti inferiori, superiori, addominali. Con le figure per le posizioni. Molto funzionale e pratica la programmazione manuale.

Conclusioni
Sorprendente. La XG5 in questo momento rappresenta il migliore compromesso tra prezzo e qualità che si può trovare sul mercato per una pedana a vibrazione verticale uniforme. Se facciamo un confronto con altre pedane sullo stesso livello di affidabilità, tutte in acciaio e con un’intensità di vibrazione che si aggira intorno ai 7-8 G di accelerazione, troviamo solo macchine di derivazione professionale a dei prezzi notevolmente superiori, quasi il triplo.
Un altro punto a favore è il design: totalmente nuovo. Le forme sono molto più attuali e in un contesto domestico la macchina si inserisce anche come un elemento decorativo e non solo come un attrezzo per il fitness.


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Consente di ottenere in casa ed in maniera del tutto semplice succhi di frutta e verdura estratti a freddo, che a differenza di quelli prodotti con la centrifuga sono più ricchi di sostanze nutritive.

Pur trattandosi di una delle ultime invenzioni nell’ambito degli elettrodomestici, ha riscosso già un notevole successo dal momento che migliora la qualità della vita soprattutto nel caso di persone con difficoltà nell’inserimento nelle loro diete di frutta per svariati motivi: l’estrattore a freddo ne facilita inevitabilmente il consumo.
Se non lo conosci e vuoi approfondire come il suo utilizzo possa migliorare la tua quotidianità e la tua salute allora continua a leggere e ti spiegherò tutto ciò che ti occorre sapere per decidere di acquistarlo ed anche quale acquistare. Se invece già utilizzi una centrifuga e stai pensando di cambiarla, ti spiegherò le principali differenze per poter decidere bene.

Come Scegliere un Estrattore di Succo a Freddo

Scegliere un estrattore di succo a freddo può essere un’ottima scelta per chi desidera fare succhi di frutta o verdura freschi a casa. Questi dispositivi mantengono più nutrienti rispetto ai centrifugatori tradizionali grazie al loro metodo di estrazione a bassa velocità. Ecco alcuni fattori da considerare quando si sceglie un estrattore di succo a freddo:

Tipo di Estrattore: Ci sono due tipi principali di estrattori di succo a freddo: a masticazione (o a singolo ingranaggio) e a doppio ingranaggio. Gli estrattori a masticazione sono generalmente più economici e più facili da pulire, ma quelli a doppio ingranaggio tendono ad estrarre più succo e a mantenere più nutrienti.

Potenza e Velocità: Un motore più potente può essere in grado di gestire frutta e verdura più dure, ma potrebbe essere anche più rumoroso. La velocità è un altro fattore importante – un estrattore di succo a freddo dovrebbe avere una velocità di rotazione piuttosto bassa per prevenire il surriscaldamento del succo, che può degradare i nutrienti.

Facilità di Pulizia: Alcuni estrattori di succo possono essere piuttosto complessi da pulire. Cerca modelli che hanno poche parti da smontare e che includono una spazzola per la pulizia.

Dimensioni e Design: Considera lo spazio disponibile nella tua cucina. Alcuni estrattori di succo sono piuttosto voluminosi. Inoltre, il design e il colore dovrebbero adattarsi allo stile della tua cucina.

Funzioni Extra: Alcuni estrattori di succo possono anche fare il latte di noci, il burro di noci, i gelati alla frutta e molto altro. Se queste funzioni sono importanti per te, assicurati di scegliere un modello che le offre.

Prezzo: Gli estrattori di succo a freddo variano molto per prezzo. Quelli più costosi tendono ad essere più duraturi e ad avere più funzioni, ma ci sono anche modelli più economici che possono fare un buon lavoro.

Garanzia: Infine, controlla la lunghezza della garanzia offerta dal produttore. Una garanzia più lunga può offrire una maggiore tranquillità.

Ricorda, è importante fare le tue ricerche e leggere le recensioni dei prodotti per assicurarti di fare un acquisto informato.

Recensione Migliori Estrattore di Succo a Freddo

Panasonic MJ-L500
Il prodotto migliore per chi è alla ricerca di estrattore economico è il Panasonic MJ-L 500. Si tratta di una macchina di fascia bassa in grado di garantire prestazioni eccellenti: è classificato come “slow juicer” dal momento che la sua velocità non supera i 45 giri al minuto, assicurandosi cosi una spremitura lenta e delicata.
Vi consente di poter estrarre in pochi secondi il succo dai vostri alimenti ma anche di realizzare deliziosi gelati e sorbetti grazie al suo geniale accessorio “Frozen”. In che modo vi starete chiedendo?Basta semplicemente congelare i pezzi di frutta o verdura, inserirli nell’estrattore ed otterrete gustosi sorbetti da servire al termine di una cena, oppure gelati perfetti per ogni occasione.
A differenza di molti altri prodotti della medesima categoria, risulta estremamente facile da pulire dopo l’utilizzo: è infatti possibile lavarlo in lavastoviglie ed è dotato di un coperchio con il beccuccio che impedisce di far cadere gocce sul piano di lavoro. All’interno della confezione troverete oltre a “Frozen” un accessorio che può essere usato per la pulizia, in grado di ruotare in modo del tutto autonomo.

Siqur Salute Estraggo Pro
Il Siqur salute Estraggo Pro si posiziona come migliore di fascia media per il suo eccellente rapporto qualità/prezzo.
Si tratta di una macchina ideale per coloro che ricercano un prodotto al contempo innovativo e dai materiali eccellenti, con uno stile semplice ed elegante.
Tra i suoi punti di forza vi è senza dubbio il fatto che gli ingranaggi del suo motoriduttore sono realizzati completamente in acciaio temperato e rettificato, caratteristica che rende la macchina di un’affidabilità unica sul mercato.
Grazie all’assenza totale di calore garantita dal funzionamento a bassa velocità del suo motore, i succhi ottenuti da Siqur salute Estraggo Pro risultano essere perfettamente omogenei e di alto livello nutritivo. L’assenza di calore preserva il contenuto di enzimi nutrienti del succo. Non abbiamo la presenza di lame, per cui il succo viene preparato con l’attrito della coclea senza essere quindi deprivato di sostanze fondamentali.
La coclea di Estraggo Pro è unica nel suo genere: a differenza di quella presente negli altri estrattori, presenta delle borchie lungo i canali della spirale che ottimizzano al massimo l’estrazione sotto ogni punto di vista. Questa borchiatura infatti:
Consente una migliore frammentazione della frutta e verdura dura
Permette la triturazione delle verdure a foglia e della buccia di mela e pera, evitando che si attacchino a coclea e filtro otturando i fori
E’ fondamentale nel caso dei latti vegetali come quello di riso o di avena, in quanto impedisce la formazione di grossi grumi con conseguente rischio di blocco.
In dotazione abbiamo diversi accessori tra cui: due cestelli in ultem,un pressore,un kit di guarnizioni di ricambio, uno spazzolino per la pulizie ed un ricettario in lingua italiana.

Kuwings C9500
Infine, il migliore di fascia alta è l’innovativo Kuwings C9500 che fa al caso vostro se volete il massimo.
Questo nuovo estrattore a “bocca larga” di Kuwings, mantiene inalterate la percentuale di vitamine ed enzimi ed estrae fino al 5% di succo in più rispetto ai modelli precedenti, con un motore a parità di potenza più silenzioso e con vibrazioni minori.
Rispetto ai precedenti modelli della gamma, il Kuwings C9500 presenta:
Una coclea più leggera e meno cava in grado di garantire una texture del succo migliore
Una vasca di estrazione con un design perfeto per evitare fuoriuscite di succo
L’apertura a bocca larga inclinata, che consente di inserire frutta e ortaggi interi minimizzando la perdita di vitamine che si avrebbe esponendo gli ingredienti all’aria per essere tagliati.
Inclusi nella confezione troviamo il filtro per smoothies (frullati) ,una vasca per sorbetti,una spazzola verde per la pulizia e un ricettario in italiano.

Hurom H-AA Terza Generazione
Sebbene non sia elencato tra i tre migliori proposti, ci teniamo a presentavi anche l’Hurom H-AA , uno dei prodotti più performanti e professionali di questa categoria. L’unico suo piccolo difetto è la sua “bocca stretta” che gli fa perdere purtroppo qualche punto in classifica ma nonostante ciò riteniamo sia davvero un top di gamma considerando la sua Squeezing Technology meglio conosciuta come sistema di spremitura lenta( progettata per spremere delicatamente gli ingredienti senza macinarli per preservarne il gusto e lo sostanze nutritive) e il suo design estremamente accattivante.

Consigli per l’acquisto
Dopo avervi mostrato i migliori, per ciascuna fascia di prezzo, ci teniamo a darvi qualche dritta sui parametri da considerare prima dell’acquisto del vostro elettrodomestico:
Motore:per quanto riguarda il motore è fondamentale valutarne velocità e riscaldamento. I migliori motori sono quelli che garantiscono una velocità di circa 40-80 giri al minuto: è stato provato infatti che il miglior rendimento si ottiene alle velocità più basse.
Coclea: esistono sia coclee orizzontali che verticali. Le seconde sono da preferire alle prime dal momento che risultano essere più comode e meno ingombranti:
Filtri e bocche: per quanto riguarda i filtri ne esistono due, il classico e quello in Ultem o Tritan: il primo pur risultando molto più economico è senza dubbio più soggetto a rottura. Riguardo le bocche invece è preferibile optare per estrattori a “bocca larga” anziché stretta, dal momento che in questo modo è possibile inserire la frutta o la verdura senza doverla tagliare a pezzi molto piccoli.
Per maggiori dettagli sulle caratteristiche da valutare consigliamo di leggere anche questa guida sull’estrattore di Luca Tori pubblicata su Estrattorisucco.net, che risulta essere piuttosto completa.


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Chi di noi non ha qualche problemino con la pulizia della macchina fotografica? Infatti anche se sembra una cosa inutile, la pulizia è necessaria, e va fatta in modo accurato e molto molto delicato, per non rovinare nulla all’interno della macchina fotografica.

Come Pulire gli Obiettivi delle Macchine Fotografiche

Per prima cosa, per poter pulire l’obiettivo, hai bisogno che questo sia aperto. Perciò apri l’obiettivo accendendo la macchina fotografica, e una volta accesa, leva le batterie. L’obiettivo rimarrà aperto anche se la macchina sarà spenta. Puoi pulire l’obiettivo semplicemente usando una peretta, una pompetta apposita per soffiare l’aria in modo delicato.

Per eliminare la polvere puoi anche utilizzare un panno pulito, come quello per pulire le lenti per gli occhiali, in modo che la delicatezza del panno non rovini la lente. In commercio esistono dei panni in carta di riso specifici per pulire gli obiettivi. Se l’obiettivo ha qualche impurità non dovuto alla polvere ma a altro, puoi prendere un cotton fioc leggermente inumidito e lo passi in tutte le parti da pulire, senza mai fare pressione.

Una volta passato inumidito, ripassalo dalla parte asciutta. Un altro metodo è quello di alitarci dentro, in modo da creare un leggero strato di umido, e passare la carta di riso per asciugare. Il tuo obiettivo tornerà splendente. Sarebbe meglio evitare di usare solventi, che potrebbero rovinare la lente.

Come Conservare gli Obiettivi delle Macchine Fotografiche

La conservazione degli obiettivi delle fotocamere è fondamentale per mantenerli in buone condizioni e garantire la qualità delle tue immagini. Ecco alcuni consigli su come conservare correttamente gli obiettivi fotografici.

Coperture degli Obiettivi: Utilizza sempre le coperture degli obiettivi quando non li stai utilizzando. Questo aiuta a proteggere la lente da graffi, polvere e altri detriti.

Custodie Rigide: Conserva gli obiettivi in custodie rigide o imbottite per proteggerli da urti e cadute. Se possibile, ogni obiettivo dovrebbe avere la sua custodia separata.

Controllare l’Umidità: Gli obiettivi possono essere danneggiati dall’umidità e dalla condensa. Se vivi in un’area con un’alta umidità, potrebbe essere utile conservare gli obiettivi in un armadietto per attrezzature fotografiche con un deumidificatore o utilizzare dei pacchetti di gel di silice per assorbire l’umidità in eccesso.

Evitare le Estremità di Temperatura: Evita di conservare gli obiettivi in luoghi con temperature estreme. Le variazioni di temperatura possono causare condensa all’interno dell’obiettivo, che può danneggiare gli elementi interni.

Evitare la Luce Diretta del Sole: Non esporre gli obiettivi alla luce diretta del sole per periodi prolungati, poiché il calore può danneggiare i rivestimenti dell’obiettivo e gli elementi interni.

Maneggiare con Cura: Quando cambi gli obiettivi, fai attenzione a non toccare la parte interna dell’obiettivo o della fotocamera. Questo può lasciare impronte digitali o introdurre polvere e detriti.

Seguendo questi semplici passaggi, puoi assicurarti che i tuoi obiettivi rimangano in ottime condizioni e continuino a scattare foto di alta qualità per molti anni a venire.


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