La muffa è un “fungo” che ha caratteristiche di colore tipicamente nero, grigio, o bianco, che trova un ambiente perfetto per crescere ed espandersi in abitazioni mal coibentate con un alto grado di umidità.
La muffa si manifesta in ambienti dove si forma la condensa (formazione di goccioline d’acqua). Per attecchire e svilupparsi, la muffa necessita di quattro condizioni essenziali contemporaneamente: temperatura alta all’interno e bassa all’esterno, presenza di spore, luce scarsa, acqua, (cioè la condensa).

Come limitare la creazione della muffa

Le errate abitudini di riscaldamento e di ventilazione della casa insieme alle cattive abitudini casalinghe possono portare alla creazione di muffa all’interno dell’appartamento.
Innanzitutto, per cercare di prevenire la creazione della muffa bisogna seguire alcuni semplici e pratici consigli.
All’interno del bagno, quando ci si lava è opportuno limitare gli schizzi sulle pareti in quanto potrebbero essere assorbiti dal cemento. In questo caso, si consiglia di asciugare la superficie e detergerla subito con un panno di acqua ossigenata a 12 volumi.
Ricordarsi sempre che la muffa si alimenta con vapore, acqua e umidità. È opportuno quindi aprire subito le finestre quando ci si lava, per garantire un sufficiente ricambio d’aria, in modo da evitare la formazione di vapore. Inoltre si trovano in commercio delle piante tropicali che si nutrono di umidità, perfette da mettere in bagno, funzionali e ornamentali.
Quando si lavano i panni, sopratutto durante il periodo invernale, si consiglia di evitare di asciugarli dentro la casa per prevenire la formazione di umidità.
Se si tinteggiano le pareti, si consiglia di scegliere una pittura a calce, comunque traspirante al fine di evitare il proliferare delle spore all’interno dell’ambiente.
Inoltre nelle stanze dove la muffa ha attecchito sarebbe opportuno utilizzare un deumidificatore.
Evitare l’eccesso di acqua nelle piante in quanto non fanno altro che alimentare la muffa sui muri.

Eliminare la muffa su muri, pareti e piastrelle

La muffa sui muri va eliminata con molta cura, facendo attenzione a non trascurare gli angoli dove i funghi si annidano più spesso e diventano più difficili da eliminare.
Le mura della cucina e del bagno sono quelle più a rischio in quanto il vapore che si genera da docce e bagni caldi o dalla cottura degli alimenti contribuisce alla formazione delle macchie. A tal proposito si consiglia di installare una ventola in bagno e cucina lasciandola accesa almeno 15 minuti dopo essere usciti dagli ambienti.
Per rimuovere la muffa sui muri si può preparare una miscela composta da due cucchiai di aceto bianco e una tazza d’acqua demineralizzata (che può essere prodotta anche dalla pompa di calore). Dopo aver applicato la soluzione sulla parte da trattare è opportuno lasciarla agire almeno per 10-15 minuti prima di effettuare il risciacquo. In alcuni casi, è necessario munirsi di uno spazzolino vecchio per togliere ogni traccia di muffa, e in particolar modo nelle fessure (fughe) tra le mattonelle.
Se dovesse essere difficile eliminare la muffa con il metodo precedente è necessario ricorrere a un trattamento diverso a base di estratto di semi di pompelmo. L’estratto di semi di pompelmo si può acquistare in erboristeria o anche in negozi di prodotti biologici.
Per preparare la miscela bastano 20 gocce di estratto sciolte in due tazzine piene d’acqua da passare direttamente sulla muffa. Si consiglia di evirare di sfregare spugnette o stracci per tamponare il prodotto in quanto lo sfregamento potrebbe portare a una dispersione delle spore in altre parti della parete.
Un altro metodo è quello di combinare insieme 2 cucchiaini di tea tree oil con due tazze di acqua bollente. Mettere il tutto in un flacone spray, agitare e spruzzare. Si consiglia di non risciacquare. Questa soluzione può essere conservata per molto tempo.
Dopo aver seguito almeno uno di questi metodi, quando la muffa sarà rimossa completamente, si consiglia di verniciare le pareti con apposite tinte antimuffa.

Eliminare muffa dai tessuti

Per eliminare le macchie di muffa su abiti o altri tessuti, si consiglia di applicare una soluzione di succo di limone e sale.
Nel caso di tappezzeria e tende, invece, si può utilizzare una soluzione creata unendo mezzo litro di alcol denaturato allungato con una tazza d’acqua. Immergere nella soluzione un panno e strofinare con cura la parte da trattare.

Eliminare la muffa radicata

Per creare un ottimo detersivo fai da te, utile anche contro la muffa più ostinata serviranno:
-700 ml di acqua
-2 cucchiai di bicarbonato di sodio
-2 cucchiai di acqua ossigenata 30/40 volumi
-2 cucchiai di sale fino
In una bottiglietta, provvista di spruzzino, versare l’acqua nella quale si andrà a sciogliere accuratamente il bicarbonato e il sale. Aggiungere poi l’acqua ossigenata e agitare con energia.
Utilizzate questa soluzione sulla parete da trattare, grattando con un vecchio spazzolino per raggiungere i punti più difficili.


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La pressa da stiro è un elettrodomestico presente nel mercato già da parecchio tempo, ma in pochi la conoscono. Risulta essere ideata come macchinario professionale per le aziende che hanno la necessità di stirare grandi numeri di indumenti, tovagliato, ecc., in pochissimo tempo. Oggi però questa pressa è stata adattata per la vita domestica, volta a soddisfare la maggioranza delle persone che hanno sempre meno tempo di stirare.

La pressa da stiro domestica è molto utile per stirare senza difficoltà perchè permette di fare questa lunga operazione, stando comodamente seduti su una sedia, dimezzando i tempi. Per maggiori dettagli sul funzionamento è possibile vedere questa guida sulla pressa.

Come scegliere pressa da stiro

La scelta di una pressa da stiro dipende da vari fattori, che includono le tue esigenze personali, il tuo budget e le caratteristiche specifiche che stai cercando. Ecco alcuni suggerimenti utili per aiutarti a scegliere la pressa da stiro giusta per te:

Dimensione della Pressa: Le presse da stiro sono disponibili in diverse dimensioni. Più grande è la dimensione, più velocemente potrai stirare perché coprirà una superficie più ampia in una sola volta. Tuttavia, una pressa più grande sarà anche più costosa e richiederà più spazio per l’immagazzinamento.

Temperatura e Regolazione del Vapore: Cerca una pressa da stiro con impostazioni di temperatura regolabili per adattarsi a vari tipi di tessuto. Inoltre, un buon sistema di generazione di vapore può aiutare a rimuovere le pieghe più ostinate.

Facilità d’Uso: La pressa dovrebbe essere facile da usare con controlli intuitivi. Inoltre, il manico dovrebbe essere confortevole da impugnare e il meccanismo di chiusura dovrebbe funzionare senza problemi.

Materiale della Piastra: Le piastra in alluminio o acciaio inossidabile sono comuni e forniscono una buona distribuzione del calore. Alcune potrebbero avere un rivestimento antiaderente per prevenire l’aderenza dei tessuti.

Sicurezza: Cerca funzioni di sicurezza come lo spegnimento automatico se la pressa rimane accesa per troppo tempo. Alcuni modelli possono anche avere un blocco di sicurezza per prevenire incidenti quando non sono in uso.

Budget: Le presse da stiro variano notevolmente in prezzo. Stabilisci un budget che sei disposto a spendere e cerca di trovare il miglior equilibrio possibile tra costo e caratteristiche.

Garanzia: Come per qualsiasi altro elettrodomestico, è importante considerare la durata della garanzia offerta dal produttore. Una garanzia più lunga può offrirti una maggiore tranquillità.

Recensioni dei Clienti: Prima di fare un acquisto, leggi le recensioni dei clienti per avere un’idea dell’affidabilità e dell’efficacia del prodotto.

Ricorda, la scelta migliore dipenderà dalle tue esigenze specifiche. Prenditi il tempo per valutare attentamente le tue opzioni prima di prendere una decisione.

Migliori presse da stiro

Qui sotto troverete le migliori presse da stiro domestiche in vendita online.

Domena SP 4200
Questa pressa da stiro da stiro a vapore è una delle migliori per qualità/prezzo perchè funzionale e semplicissima da utilizzare. È compatta (lunghezza 68 cm, profondità 27 cm), ha una buona capacità e il serbatoio è molto facile da svuotare.
La pressione del piatto arriva a 45 kg, con un flusso di vapore di 90/160 gr/min, che ti permette di stirare facilmente qualsiasi tipo di capo. Si può utilizzare sia acqua del rubinetto che acqua distillata, ma noi consigliamo di mischiare i due tipi di acqua insieme.
La pressa da stiro è dotata di un sistema di sicurezza in caso di arresto prolungato.

Domena SP 2050
Domena SP 250 con i suoi 2200 watt, è la pressa da stiro a vapore domestica più potente che possiamo trovare in commercio e grazie a questo, il vapore (120 g/min) che ne esce, contribuisce a stirare capi, lenzuola, asciugamani e molto altro, in modo perfetto.
La pressa da stiro è dotata di un serbatoio capiente (0,75 l) e di un vassoietto dell’acqua estraibile, molto utile per asportare l’acqua rimasta alla fine dell’operazione di stiro. Inoltre è dotata di un comodissimo filtro anticalcare e di un sistema di sicurezza in caso la pressa rimanga chiusa troppo a lungo.

Steam Press
Steam Press è la più grande e avanzata pressa da stiro domestica d’Europa. Adatta a chi ha la necessità di stirare molto e oggetti di grandi dimensioni (es. lenzuola e tovagliato), questa pressa offre molte funzioni e viene data in dotazione (se scelto prima dell’acquisto) di un comodissimo supporto, oltre che di altri accessori.
Risulta essere dotata di un serbatoio dell’acqua da 300 ml, di un potentissimo getto di vapore e di un sistema di sicurezza con spegnimento automatico.
Questa pressa riduce i tempi di stiratura anche dei grandi capi del 60%. È molto semplice da utilizzare, grazie anche alle diverse impostazioni che ti permetteranno di controllare la temperatura e la fuoriuscita del vapore. Inoltre un comando ti consente di eliminare le pieghe, ottenendo così dei tessuti stirati alla perfezione.


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Migliorare la postura. Un lavoro di squadra di tutto il copro, che parte dai piedi per arrivare alla testa, passando per le ginocchia, pelvi, spalle e schiena.

Smartphone, computer, lavori d’ufficio, borse a tracolla, e infinite spostamenti: siamo diventati una generazione di persone goffe, in postura scorretta continua, quelli che in inglese si definiscono slouchers.

Pensando di apparire “rilassati” e “polleggiati” in pubblico, non ci rendiamo conto che ci stiamo facendo più male che bene, peggiorando una postura già compromessa per motivi di lavoro.
Ormai anche i giovani si lamentano di problemi alle ginocchia e di un mal di schiena cronico.
L’aumento della popolarità di pratica chiropratica, massaggi, e fisioterapisti è il risultato delle nostre scelte di vita e dele nostre norme di spostamento e trasporto pesi, poco “severe” e troppo lassive.
Si dà sempre tutto per scontato, che siamo giovani, che tanto riusciamo, oppure che sia inevitabile per questione di tempo o necessità… in realtà esiste sempre una scelta quando decidiamo di come muovere il nostro corpo. Forse siamo anche, erroneamente, condizionati dal fatto che tutto ciò che è “norma” faccia male.
Cosa ti viene in mente quando senti la frase “postura perfetta”?
Sicuramente postura dettata da una disciplina rigorosa, con tanto di squadra o libri in testa.. Essere consapevoli di non averla è un buon punto, non sentirsi in colpa, il seguente ma cercare di migliorare è il terzo punto fondamentale.
Lavorare sulla propria postura può avere effetti estremamente positivi sulla tua mentalità stato di salute.
Sei pronto a lavorarci su? Bene, allora, cominciamo dalle dita dei piedi…

Piedi e caviglie:
Il primo punto su cui partire è quello più in basso del corpo, da coloro che sorreggono il corpo e lo aiutano a spostarsi. I piedi e caviglie.
– Scelta di buone scarpe
Indipendentemente che sei un corridore, qualunque fisioterapista, consulente ti dirà che una buona postura inizia dai tuoi piedi. Dopo tutto, essi sono la base su cui il resto del tuo corpo riposa!
Un’analisi della pianta del piede potrà indicarci prima di tutto se sono in atto modifiche strutturali che poi si ripercuoteranno sulla colonna vertebrale, quindi sulla postura, e come un gatto che si morde la coda, se non corriamo ai ripari, andremo a peggiorare, determinando molti disagi e squilibri al corpo, dal calo della vista, emicrania, sciatalgie..confusione mentale.
– Studio della pianta del piede
Dallo studio del passo si è visto che il piede ha normalmente un movimento fisiologico di pronazione, caratteristico del tipo di appoggio neutro. Quindi quello che dobbiamo capire è se abbiamo un difetto di iperpronazione o se al contrario abbiamo un deficit di pronazione che si traduce con un piede rigido o supinato.
Se l’arco del piede risulta neutro, le caviglie si presenteranno allineate, quindi la scarpa deve semplicemente ammortizzare e controllare il piede per una corretta stabilità.
Se l’arco del piede è particolarmente accentuato, le caviglie saranno in supinazione, ovvero tenderanno verso l’esterno. Lo noterete anche da come viene consumato il tacco delle scarpe o dalla piega verso l’esterno che prenderanno le vostre scarpe da ginnastica. Risultando importante l’uso di un plantare la scarpa deve essere particolarmente ammortizzata, per accogliere il plantare e ridurre al minimo gli schock.
Se l’arco del piede è piatto, le caviglie saranno in iperpronazione. Serve quindi un controllo del movimento con l’utilizzo di plantare personalizzato e scarpe con plantare di materiale più solidi.
Trascorrere tutto il giorno con i tacchi o altre scarpe non solide può portare ad archi estremamente deboli e cattive posizioni delle caviglie. Alcuni semplici esercizi possono aiutare a rinforzare i piedi e vi aiuteranno a ristabilire le vostre basi.
1) Raccogliere una penna con le dita dei piedi
Si tratta di un esercizio molto semplice che potete svolgere proprio nei ritagli di tempo. Ogni volta che vi trovate seduti sul divano, o alla scrivania provate a mettere una penna sul pavimento e a raccoglierla con le dita dei piedi!
2) Accorciare il piede
Un altro grande esercizio si chiama “il piede corto”.
Ci vuole un pochino più di pratica ma è molto semplice. Dovete accorciare la lunghezza del piede alzando solo l’arco plantare.
Si svolge quando si sta in piedi, ponente i piedi allineati e non a “papera”.
Questo vi aiuterà a rinforzare le ginocchia e quadricipiti!

Ginocchia e quadricipiti
Il secondo punto su cui lavorare sono le ginocchia e quadricipidi.
Le ginocchia sono un silenzioso punto di unione e seguono l’esempio delle articolaizoni inferiori e superiori. Per questo è importante correggere prima le arcate e rinforzare le caviglie. Un buon allineamento cavligle, fianchi permetterà un buon posizionamento della rotula. Altrimenti questa dovrà cercare di tenere in equilibrio tutto il disequilibrio.
Un esercizio importante per evitare che il ginocchio sia in tensione e crei ostacolo alla postura è quello di cercare di rilassarlo evitando l’iperestensione (tenendo le ginocchia oltre la verticale). Coinvolgere il quadricipite per proteggere l’articolazione del ginocchio!

Pelvi
Il bacino è il punto centrale per la postura, sia in senso letterale sia figurato, quindi diviene essenziale un suo corretto allineamento.
Sicuramente la condizione emotiva gioca un ruolo importante nella nostra postura ma a prescindere da questo, anni di seduta e posizione eretta in piedi, (in modo corretto o non corretto), significa una grande quantità di lavoro a livello del bacino. Inoltre spesso la tensione muscolare, sopratutto nelle donne, si scarica a livello anche e lombare. Chi sta molto a sedere, altro esempio, tende ad avere i flessori dell’anca tirati, corti; allungare lo psoas diviene essenziale.
La scorretta postura, ricordiamo porta non solo dolore alle basse articolazioni ma può essere causa di tensione e scarico di tensione e squilibrio in tutto al corpo, dalla cervicale, alla cattiva digestione, cattiva occlusione mandibolare, emicrania…
Un esercizio utile, ad esempio per chi tende ad avere la parte superiore del bacino inclinata in avanti (lordosi) è quello che coinvolge i muscoli dei glutei, tirando delicatamente il coccige verso il basso in modo che i muscoli addominali sollevino l’osso pubico.

Addominali e Core
Un core sviluppato ci permette stabilità ed equilibrio. Due fondamenti fisici e di riflesso mentali per il nostro benessere. Tecnicamente aiuterà a stabilizzare il bacino e, soprattutto, a proteggere la fascia lombare, uno delle zone più comuni di dolore cronico per il lavoratore moderno.

Le spalle ed il petto
Le spalle assumo di riflesso una posizione in base a tanti fattori, alle nostre emozioni (stress → contrattura), alla nostra apertura verso l’esterno o meno (spalle introflesse), ad altezza diversa per equilibrare la posizione del bacino..
Spalle contratte porta irrigidimento a tutta la muscolatura del collo e della schiena, quindi a dolore e maggior facilità all’ernia.
Così imparare a rilassare le spalle e le anche possono avere un impatto incredibile non solo sulla nostra salute fisica, ma anche sul nostro atteggiamento. Non a caso molte tecniche di psicoanalisi partono dal “modificare” la postura per arrivare al cambiamento di atteggiamento mentale e risoluzione anche di traumi.
Assumere una posizione di “rilassamento” non vuol dire trasformarsi in sacchi viventi, poichè così si va solo a caricare la fascia lombare, schiacciando le vertebre,e a “rammollire” tutta la fascia muscolare che avvolge la colonna vertebrale.. con conseguenze dannose e talvolta poco riparabili.

Collo e la testa
Siamo così arrivati alla fine del corpo, in cima alla torre.
Avendo lavorato, rinforzato, equilibrato la postura partendo dal basso ne gioverà anche il nostro collo, cervicale.

Se abbiamo eseguito con costanza i vari esercizi per riportare una buona postura dovremmo sentirci già più allineati e forse anche più alti di qualche centimetro. Quindi concludete cercando di mantenere il vostro mento in avanti, parallelo da terra e non schiacciato verso il petto (con tipico sguardo a terra di chi conta le formiche) o troppo in alto (di chi guarda sempre per aria le nuvole) e cercare di mantenere i muscoli rilassati insieme a quelli delle spalle, in modo che non vadano a schiacciare le vertebre una contro l’altra.
Più avete flessibilità muscolare del collo e schiena, più la vostra postura sarà corretta e la vostra schiena ringrazierà.


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La camera da letto è la stanza del riposo e della pace dei sensi. Dopo una frenetica giornata di lavoro, perdersi nel proprio letto accanto alla persona amata è la soluzione più giusta. Ed è molto importante arredare in maniera accogliente questo spazio e per i più “modaioli” con un occhio sempre attento e vigile alle ultimissime tendenze. A seconda dei gusti e delle preferenze e in linea con lo stile generale della casa, è possibile puntare sul classico oppure sul moderno oppure mixando sapientemente i due differenti stili.

A differenza di quanto accadeva in passato, la camera da letto oggi tende a diventare uno spazio sempre più ampio, pronta ad arricchirsi di elementi impensabili fino a qualche decennio fa, come bagno in vista fornito di vasca idromassaggio, libreria o ancora ampie cabine armadio, angolo bar e zona musica. La camera da letto diventa una vera e propria zona notte e tende quasi ad imitare la camera lussuosa di un albergo.

Dal momento che è una stanza dedita alla conciliazione del sonno, è importante puntare su cromie in grado di trasmettere relax e comfort. Sì anche ai quadri astratti e onirici ed ai colori come il grigio chiaro e l’azzurro, che benché freddi, si dice aiutino a conciliare il riposo. Perfetto anche l’accostamento tra colori decisi come il rosso e arredi dalle linee semplici e senza particolari pretese. Il nero e il bianco non passano mai di moda, mentre il blu è il colore ideale per definire quegli spazi dediti al riposo, dal momento che riesce ad abbassare la tensione emotiva ed a regalare sensazioni di calma, pace e relax. Si anche anche al grigio neutro ed al verde oliva, quest’ultimo accostato con color panna o champagne. La camera da letto, inoltre, deve essere accogliente e funzionale: i letti stessi possono trasformarsi, in poche mosse, in contenitori molto pratici per “custodire” la biancheria.

Puntate su un letto a base rotonda o tondeggiante anziché sul classico rettangolo: non sbaglierete di certo se il vostro sogno è quello di avere una camera da letto in linea con gli ultimissimi trend. E se invece si preferisce puntare sul legno? Il rovere sbiancato e il wengé faranno al caso vostro. Perfette sono anche le superfici laccate o trasparenti per dare luce alla camera. E arredando moderno, quali tessuti prediligere? Se pizzi e ricami si sposano alla perfezione con un arredamento di tipo classico, tendaggi in nuances pastello, il lino e la seta rappresentano i tessuti ideali per lo stile moderno. La seta, in particolare, con la sua gradevole sensazione di movimento, riesce a rendere meno piatte e più “sinuose” le linee dell’arredamento moderno.

Ogni accessorio va dunque scelto con accuratezza e meticolosità. Lo spazio va personalizzato con cura. Si all’armadio con ante scorrevoli che aiuta ad ottimizzare lo spazio che può essere arricchito da specchi che aiutano a rendere l’ambiente ancora più spazioso e luminoso. A seconda dei gusti e delle esigenze, si possono “eliminare” comodini e cassettone e optare per una parete attrezzata.
A differenza dei comodini classici, che sono alti e stretti, quelli moderni hanno base più larga, sono bassi e possono essere addirittura attaccati alla parete a mo’ di mensola. E infine le abat-jour: puntate su quelle ad effetto metallico in linea con i colori della stanza, mentre per quanto riguarda gli specchi si a quelli con cornici dalle superfici pulite, essenziali e dalle linee minimal.


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La camera da letto è la stanza adibita al relax ed al riposo, quella in cui ci si ritrova, insieme al proprio partner, dopo una intensa giornata di lavoro. Arredarla al meglio è la parola d’ordine ma spesso può risultare una operazione molto difficile e dispendiosa, soprattutto se si vive in un piccolo appartamento e gli spazi sembrano angusti e troppo piccoli per contenere letto matrimoniale, cassettone, comodini, armadio e diversi complementi o accessori d’arredo utili a sistemare biancheria e tanto altro ancora. Se in uno dei nostri precedenti articoli, vi abbiamo illustrato le soluzioni più accattivanti e più convenienti per dare luce e vivacità ad un corridoio lungo e stretto, leggiamo insieme alcuni pratici e utili consigli per massimizzare lo spazio della stanza da letto.

Se la vostra camera è piccola e stretta, è necessario sfruttare le altezze. Se, infatti, il “cielo” è molto alto, è possibile optare per la costruzione di un piccolo soppalco, ove si potrà adibire una zona dedita, ad esempio allo studio e inserire piccoli ma comodi e spaziosi contenitori o mobiletti ove riporre il necessario ( ad esempio ceste contenenti biancheria, scarpe, etc). Per arredare una camera da letto di piccole dimensioni, è importante, prima di tutto, scegliere il letto. Oggi “vanno di gran moda” i cosiddetti letti contenitori, all’interno dei quali è possibile “nascondere” veramente di tutto: borse e bagagli, coperte, accessori, vestiario e tutto ciò che potrebbe risultare ingombrante.

Il letto va posizionato al centro della stanza e i comodini, secondo questa disposizione, andrebbero posti ai lati del letto. E’ possibile optare anche per piccole mensole (mezzelune) sospese, in ferro battuto, dalle linee sinuose e tondeggianti o ancora è possibile optare anche per materiali come vetro e marmo ( in tal caso, si potrebbe puntare anche per un bellissimo letto classico in ferro battuto, che conferirà alla camera un aspetto vissuto e decisamente più classico). Per gli amanti delle linee moderne, invece, è possibile servirsi di materiali di ultimissima generazione, come il pexiglass, o materiali laccati lucidi o dalla texture opaca. L’armadio sarà invece ad ante scorrevoli. I più fortunati, che hanno ad esempio una nicchia all’interno della stanza, potranno scegliere di far realizzare delle mensole per creare una cabina armadio salvaspazio oppure se davvero non v’è posto per il guardaroba, non c’è da scoraggiarsi: ci sarà sempre spazio per un armadio a ponte.

A proposito degli armadi a ponte: le maggior parte delle camere da letto a ponte, sono altamente componibili e ciò per precise esigenze di spazio e di arredo. Grazie a questa soluzione, sarà possibile disporre di un guardaroba capiente e pratico anche in ambienti piuttosto “angusti”. Oltre agli armadi a ponte, esistono anche camere da letto concepite secondo tale struttura: esse si compongono di letto, armadio, vani contenitori, mensole e rappresentano, spesso, l’unica soluzione possibile.

Armadio ad ante scorrevoli oppure a ponte, letto contenitore, piccolo soppalco sfruttando l’altezza e … adesso vediamo un pò come illuminare la stanza! Optate per colori chiari o neutri. Le pareti possono essere tinteggiate ricorrendo a colori quali il bianco oppure quelli come il perla ed il grigio. Valutate la possibilità di applicare, magari in una sola zona della stanza, come ad esempio sopra la testiera del letto, carta da parati tridimensionale, che conferirà ulteriore profondità alla intera camera. Utilizzate gli specchi, magari optando per armadi ad ante scorrevoli con specchi in pexiglass, sicuri e confortevoli. Se amate i colori forti ed accesi, come il rosso, tinteggiate con queste cromie solo una porzione della camera per non rimpicciolire eccessivamente lo spazio circostante. Scegliete un unico quadro e non tanti piccoli quadretti da porre, ad esempio, sopra la testiera del letto.

Per quanto riguarda l’illuminazione, meglio che non sia troppo forte, ma in grado di ricreare una atmosfera piacevole e nel contempo soft. In tal caso è possibile optare per faretti, che possono essere utilizzati anche per illuminare l’armadio ( si trovano soluzioni integrate), plafoniere invece dei classici lampadari. In alternativa è possibile comperare una lampada da terra. Anche per quanto riguarda tende, tappeti e coperte è preferibile puntare sui colori chiari e sulle decorazioni delicate: si al crema, rosa cipria, azzurro chiaro, giallo pallido e beige per gli amanti della tinta unita; motivi floreali, righe e riquadri per chi invece ama spezzare con le decorazioni. Ma non è tutto. E’ possibile aggiungere una nota di colore al piumone scelto in tonalità chiara o neutra giocando con cuscini dalle tinte vivaci, rompendo in questo modo la monotonia.

Infine un ultimo consiglio: meglio lasciare libero il pavimento, altrimenti correrete il rischio di rendere la stanza ancora più piccola. Puntate su un solo tappeto ed evitate tanti piccoli tappetini; ciò vale anche per eventuali pouf o piante. Queste ultime, ad esempio, potranno essere posizionate o su una mensola se lo spazio lo consente oppure potranno essere appese.


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