Migliorare la postura. Un lavoro di squadra di tutto il copro, che parte dai piedi per arrivare alla testa, passando per le ginocchia, pelvi, spalle e schiena.
Smartphone, computer, lavori d’ufficio, borse a tracolla, e infinite spostamenti: siamo diventati una generazione di persone goffe, in postura scorretta continua, quelli che in inglese si definiscono slouchers.
Pensando di apparire “rilassati” e “polleggiati” in pubblico, non ci rendiamo conto che ci stiamo facendo più male che bene, peggiorando una postura già compromessa per motivi di lavoro.
Ormai anche i giovani si lamentano di problemi alle ginocchia e di un mal di schiena cronico.
L’aumento della popolarità di pratica chiropratica, massaggi, e fisioterapisti è il risultato delle nostre scelte di vita e dele nostre norme di spostamento e trasporto pesi, poco “severe” e troppo lassive.
Si dà sempre tutto per scontato, che siamo giovani, che tanto riusciamo, oppure che sia inevitabile per questione di tempo o necessità… in realtà esiste sempre una scelta quando decidiamo di come muovere il nostro corpo. Forse siamo anche, erroneamente, condizionati dal fatto che tutto ciò che è “norma” faccia male.
Cosa ti viene in mente quando senti la frase “postura perfetta”?
Sicuramente postura dettata da una disciplina rigorosa, con tanto di squadra o libri in testa.. Essere consapevoli di non averla è un buon punto, non sentirsi in colpa, il seguente ma cercare di migliorare è il terzo punto fondamentale.
Lavorare sulla propria postura può avere effetti estremamente positivi sulla tua mentalità stato di salute.
Sei pronto a lavorarci su? Bene, allora, cominciamo dalle dita dei piedi…
Piedi e caviglie:
Il primo punto su cui partire è quello più in basso del corpo, da coloro che sorreggono il corpo e lo aiutano a spostarsi. I piedi e caviglie.
– Scelta di buone scarpe
Indipendentemente che sei un corridore, qualunque fisioterapista, consulente ti dirà che una buona postura inizia dai tuoi piedi. Dopo tutto, essi sono la base su cui il resto del tuo corpo riposa!
Un’analisi della pianta del piede potrà indicarci prima di tutto se sono in atto modifiche strutturali che poi si ripercuoteranno sulla colonna vertebrale, quindi sulla postura, e come un gatto che si morde la coda, se non corriamo ai ripari, andremo a peggiorare, determinando molti disagi e squilibri al corpo, dal calo della vista, emicrania, sciatalgie..confusione mentale.
– Studio della pianta del piede
Dallo studio del passo si è visto che il piede ha normalmente un movimento fisiologico di pronazione, caratteristico del tipo di appoggio neutro. Quindi quello che dobbiamo capire è se abbiamo un difetto di iperpronazione o se al contrario abbiamo un deficit di pronazione che si traduce con un piede rigido o supinato.
Se l’arco del piede risulta neutro, le caviglie si presenteranno allineate, quindi la scarpa deve semplicemente ammortizzare e controllare il piede per una corretta stabilità.
Se l’arco del piede è particolarmente accentuato, le caviglie saranno in supinazione, ovvero tenderanno verso l’esterno. Lo noterete anche da come viene consumato il tacco delle scarpe o dalla piega verso l’esterno che prenderanno le vostre scarpe da ginnastica. Risultando importante l’uso di un plantare la scarpa deve essere particolarmente ammortizzata, per accogliere il plantare e ridurre al minimo gli schock.
Se l’arco del piede è piatto, le caviglie saranno in iperpronazione. Serve quindi un controllo del movimento con l’utilizzo di plantare personalizzato e scarpe con plantare di materiale più solidi.
Trascorrere tutto il giorno con i tacchi o altre scarpe non solide può portare ad archi estremamente deboli e cattive posizioni delle caviglie. Alcuni semplici esercizi possono aiutare a rinforzare i piedi e vi aiuteranno a ristabilire le vostre basi.
1) Raccogliere una penna con le dita dei piedi
Si tratta di un esercizio molto semplice che potete svolgere proprio nei ritagli di tempo. Ogni volta che vi trovate seduti sul divano, o alla scrivania provate a mettere una penna sul pavimento e a raccoglierla con le dita dei piedi!
2) Accorciare il piede
Un altro grande esercizio si chiama “il piede corto”.
Ci vuole un pochino più di pratica ma è molto semplice. Dovete accorciare la lunghezza del piede alzando solo l’arco plantare.
Si svolge quando si sta in piedi, ponente i piedi allineati e non a “papera”.
Questo vi aiuterà a rinforzare le ginocchia e quadricipiti!
Ginocchia e quadricipiti
Il secondo punto su cui lavorare sono le ginocchia e quadricipidi.
Le ginocchia sono un silenzioso punto di unione e seguono l’esempio delle articolaizoni inferiori e superiori. Per questo è importante correggere prima le arcate e rinforzare le caviglie. Un buon allineamento cavligle, fianchi permetterà un buon posizionamento della rotula. Altrimenti questa dovrà cercare di tenere in equilibrio tutto il disequilibrio.
Un esercizio importante per evitare che il ginocchio sia in tensione e crei ostacolo alla postura è quello di cercare di rilassarlo evitando l’iperestensione (tenendo le ginocchia oltre la verticale). Coinvolgere il quadricipite per proteggere l’articolazione del ginocchio!
Pelvi
Il bacino è il punto centrale per la postura, sia in senso letterale sia figurato, quindi diviene essenziale un suo corretto allineamento.
Sicuramente la condizione emotiva gioca un ruolo importante nella nostra postura ma a prescindere da questo, anni di seduta e posizione eretta in piedi, (in modo corretto o non corretto), significa una grande quantità di lavoro a livello del bacino. Inoltre spesso la tensione muscolare, sopratutto nelle donne, si scarica a livello anche e lombare. Chi sta molto a sedere, altro esempio, tende ad avere i flessori dell’anca tirati, corti; allungare lo psoas diviene essenziale.
La scorretta postura, ricordiamo porta non solo dolore alle basse articolazioni ma può essere causa di tensione e scarico di tensione e squilibrio in tutto al corpo, dalla cervicale, alla cattiva digestione, cattiva occlusione mandibolare, emicrania…
Un esercizio utile, ad esempio per chi tende ad avere la parte superiore del bacino inclinata in avanti (lordosi) è quello che coinvolge i muscoli dei glutei, tirando delicatamente il coccige verso il basso in modo che i muscoli addominali sollevino l’osso pubico.
Addominali e Core
Un core sviluppato ci permette stabilità ed equilibrio. Due fondamenti fisici e di riflesso mentali per il nostro benessere. Tecnicamente aiuterà a stabilizzare il bacino e, soprattutto, a proteggere la fascia lombare, uno delle zone più comuni di dolore cronico per il lavoratore moderno.
Le spalle ed il petto
Le spalle assumo di riflesso una posizione in base a tanti fattori, alle nostre emozioni (stress → contrattura), alla nostra apertura verso l’esterno o meno (spalle introflesse), ad altezza diversa per equilibrare la posizione del bacino..
Spalle contratte porta irrigidimento a tutta la muscolatura del collo e della schiena, quindi a dolore e maggior facilità all’ernia.
Così imparare a rilassare le spalle e le anche possono avere un impatto incredibile non solo sulla nostra salute fisica, ma anche sul nostro atteggiamento. Non a caso molte tecniche di psicoanalisi partono dal “modificare” la postura per arrivare al cambiamento di atteggiamento mentale e risoluzione anche di traumi.
Assumere una posizione di “rilassamento” non vuol dire trasformarsi in sacchi viventi, poichè così si va solo a caricare la fascia lombare, schiacciando le vertebre,e a “rammollire” tutta la fascia muscolare che avvolge la colonna vertebrale.. con conseguenze dannose e talvolta poco riparabili.
Collo e la testa
Siamo così arrivati alla fine del corpo, in cima alla torre.
Avendo lavorato, rinforzato, equilibrato la postura partendo dal basso ne gioverà anche il nostro collo, cervicale.
Se abbiamo eseguito con costanza i vari esercizi per riportare una buona postura dovremmo sentirci già più allineati e forse anche più alti di qualche centimetro. Quindi concludete cercando di mantenere il vostro mento in avanti, parallelo da terra e non schiacciato verso il petto (con tipico sguardo a terra di chi conta le formiche) o troppo in alto (di chi guarda sempre per aria le nuvole) e cercare di mantenere i muscoli rilassati insieme a quelli delle spalle, in modo che non vadano a schiacciare le vertebre una contro l’altra.
Più avete flessibilità muscolare del collo e schiena, più la vostra postura sarà corretta e la vostra schiena ringrazierà.
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La camera da letto è la stanza del riposo e della pace dei sensi. Dopo una frenetica giornata di lavoro, perdersi nel proprio letto accanto alla persona amata è la soluzione più giusta. Ed è molto importante arredare in maniera accogliente questo spazio e per i più “modaioli” con un occhio sempre attento e vigile alle ultimissime tendenze. A seconda dei gusti e delle preferenze e in linea con lo stile generale della casa, è possibile puntare sul classico oppure sul moderno oppure mixando sapientemente i due differenti stili.
A differenza di quanto accadeva in passato, la camera da letto oggi tende a diventare uno spazio sempre più ampio, pronta ad arricchirsi di elementi impensabili fino a qualche decennio fa, come bagno in vista fornito di vasca idromassaggio, libreria o ancora ampie cabine armadio, angolo bar e zona musica. La camera da letto diventa una vera e propria zona notte e tende quasi ad imitare la camera lussuosa di un albergo.
Dal momento che è una stanza dedita alla conciliazione del sonno, è importante puntare su cromie in grado di trasmettere relax e comfort. Sì anche ai quadri astratti e onirici ed ai colori come il grigio chiaro e l’azzurro, che benché freddi, si dice aiutino a conciliare il riposo. Perfetto anche l’accostamento tra colori decisi come il rosso e arredi dalle linee semplici e senza particolari pretese. Il nero e il bianco non passano mai di moda, mentre il blu è il colore ideale per definire quegli spazi dediti al riposo, dal momento che riesce ad abbassare la tensione emotiva ed a regalare sensazioni di calma, pace e relax. Si anche anche al grigio neutro ed al verde oliva, quest’ultimo accostato con color panna o champagne. La camera da letto, inoltre, deve essere accogliente e funzionale: i letti stessi possono trasformarsi, in poche mosse, in contenitori molto pratici per “custodire” la biancheria.
Puntate su un letto a base rotonda o tondeggiante anziché sul classico rettangolo: non sbaglierete di certo se il vostro sogno è quello di avere una camera da letto in linea con gli ultimissimi trend. E se invece si preferisce puntare sul legno? Il rovere sbiancato e il wengé faranno al caso vostro. Perfette sono anche le superfici laccate o trasparenti per dare luce alla camera. E arredando moderno, quali tessuti prediligere? Se pizzi e ricami si sposano alla perfezione con un arredamento di tipo classico, tendaggi in nuances pastello, il lino e la seta rappresentano i tessuti ideali per lo stile moderno. La seta, in particolare, con la sua gradevole sensazione di movimento, riesce a rendere meno piatte e più “sinuose” le linee dell’arredamento moderno.
Ogni accessorio va dunque scelto con accuratezza e meticolosità. Lo spazio va personalizzato con cura. Si all’armadio con ante scorrevoli che aiuta ad ottimizzare lo spazio che può essere arricchito da specchi che aiutano a rendere l’ambiente ancora più spazioso e luminoso. A seconda dei gusti e delle esigenze, si possono “eliminare” comodini e cassettone e optare per una parete attrezzata.
A differenza dei comodini classici, che sono alti e stretti, quelli moderni hanno base più larga, sono bassi e possono essere addirittura attaccati alla parete a mo’ di mensola. E infine le abat-jour: puntate su quelle ad effetto metallico in linea con i colori della stanza, mentre per quanto riguarda gli specchi si a quelli con cornici dalle superfici pulite, essenziali e dalle linee minimal.
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La camera da letto è la stanza adibita al relax ed al riposo, quella in cui ci si ritrova, insieme al proprio partner, dopo una intensa giornata di lavoro. Arredarla al meglio è la parola d’ordine ma spesso può risultare una operazione molto difficile e dispendiosa, soprattutto se si vive in un piccolo appartamento e gli spazi sembrano angusti e troppo piccoli per contenere letto matrimoniale, cassettone, comodini, armadio e diversi complementi o accessori d’arredo utili a sistemare biancheria e tanto altro ancora. Se in uno dei nostri precedenti articoli, vi abbiamo illustrato le soluzioni più accattivanti e più convenienti per dare luce e vivacità ad un corridoio lungo e stretto, leggiamo insieme alcuni pratici e utili consigli per massimizzare lo spazio della stanza da letto.
Se la vostra camera è piccola e stretta, è necessario sfruttare le altezze. Se, infatti, il “cielo” è molto alto, è possibile optare per la costruzione di un piccolo soppalco, ove si potrà adibire una zona dedita, ad esempio allo studio e inserire piccoli ma comodi e spaziosi contenitori o mobiletti ove riporre il necessario ( ad esempio ceste contenenti biancheria, scarpe, etc). Per arredare una camera da letto di piccole dimensioni, è importante, prima di tutto, scegliere il letto. Oggi “vanno di gran moda” i cosiddetti letti contenitori, all’interno dei quali è possibile “nascondere” veramente di tutto: borse e bagagli, coperte, accessori, vestiario e tutto ciò che potrebbe risultare ingombrante.
Il letto va posizionato al centro della stanza e i comodini, secondo questa disposizione, andrebbero posti ai lati del letto. E’ possibile optare anche per piccole mensole (mezzelune) sospese, in ferro battuto, dalle linee sinuose e tondeggianti o ancora è possibile optare anche per materiali come vetro e marmo ( in tal caso, si potrebbe puntare anche per un bellissimo letto classico in ferro battuto, che conferirà alla camera un aspetto vissuto e decisamente più classico). Per gli amanti delle linee moderne, invece, è possibile servirsi di materiali di ultimissima generazione, come il pexiglass, o materiali laccati lucidi o dalla texture opaca. L’armadio sarà invece ad ante scorrevoli. I più fortunati, che hanno ad esempio una nicchia all’interno della stanza, potranno scegliere di far realizzare delle mensole per creare una cabina armadio salvaspazio oppure se davvero non v’è posto per il guardaroba, non c’è da scoraggiarsi: ci sarà sempre spazio per un armadio a ponte.
A proposito degli armadi a ponte: le maggior parte delle camere da letto a ponte, sono altamente componibili e ciò per precise esigenze di spazio e di arredo. Grazie a questa soluzione, sarà possibile disporre di un guardaroba capiente e pratico anche in ambienti piuttosto “angusti”. Oltre agli armadi a ponte, esistono anche camere da letto concepite secondo tale struttura: esse si compongono di letto, armadio, vani contenitori, mensole e rappresentano, spesso, l’unica soluzione possibile.
Armadio ad ante scorrevoli oppure a ponte, letto contenitore, piccolo soppalco sfruttando l’altezza e … adesso vediamo un pò come illuminare la stanza! Optate per colori chiari o neutri. Le pareti possono essere tinteggiate ricorrendo a colori quali il bianco oppure quelli come il perla ed il grigio. Valutate la possibilità di applicare, magari in una sola zona della stanza, come ad esempio sopra la testiera del letto, carta da parati tridimensionale, che conferirà ulteriore profondità alla intera camera. Utilizzate gli specchi, magari optando per armadi ad ante scorrevoli con specchi in pexiglass, sicuri e confortevoli. Se amate i colori forti ed accesi, come il rosso, tinteggiate con queste cromie solo una porzione della camera per non rimpicciolire eccessivamente lo spazio circostante. Scegliete un unico quadro e non tanti piccoli quadretti da porre, ad esempio, sopra la testiera del letto.
Per quanto riguarda l’illuminazione, meglio che non sia troppo forte, ma in grado di ricreare una atmosfera piacevole e nel contempo soft. In tal caso è possibile optare per faretti, che possono essere utilizzati anche per illuminare l’armadio ( si trovano soluzioni integrate), plafoniere invece dei classici lampadari. In alternativa è possibile comperare una lampada da terra. Anche per quanto riguarda tende, tappeti e coperte è preferibile puntare sui colori chiari e sulle decorazioni delicate: si al crema, rosa cipria, azzurro chiaro, giallo pallido e beige per gli amanti della tinta unita; motivi floreali, righe e riquadri per chi invece ama spezzare con le decorazioni. Ma non è tutto. E’ possibile aggiungere una nota di colore al piumone scelto in tonalità chiara o neutra giocando con cuscini dalle tinte vivaci, rompendo in questo modo la monotonia.
Infine un ultimo consiglio: meglio lasciare libero il pavimento, altrimenti correrete il rischio di rendere la stanza ancora più piccola. Puntate su un solo tappeto ed evitate tanti piccoli tappetini; ciò vale anche per eventuali pouf o piante. Queste ultime, ad esempio, potranno essere posizionate o su una mensola se lo spazio lo consente oppure potranno essere appese.
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Una delle cose che più mi piace è riporre la roba lavata, ben piegata e stirata negli armadi. Il profumo di bucato pulito è inebriante, mi fa tornare indietro a quando ero bambina, quando mia madre stendeva i panni al sole e sapevano sempre dello stesso buon profumo di fresco e lindo. Un profumo inconfondibile e che ancora oggi, tento di ricreare nei nostri armadi.

Molti si accontentano di una saponetta nei cassetti o del solito sacchettino in lino contenente fiori di lavanda secca che durano da un’estate all’altra; altri si affidano ai profumatori chimici. Io ho scoperto solo negli ultimi anni gli oli essenziali anche per gli armadi e non ne posso più fare a meno.
In inverno prendo semplicemente delle bucce secche di arancia, aggiungo un paio di gocce di olio di arancio dolce o lavanda nella parte bianca, unisco qualche chiodo di garofano e ripongo il tutto in un fagottino. Con la stessa tecnica si possono utilizzare dei fazzoletti di cotone al posto delle bucce, magari ripiegati su loro stessi e chiusi con un bel fiocco di raso.
Per il resto dell’anno, utilizzo delle biglie di legno del diametro di circa tre centimetri. Esistono, in tutti i negozi di bricolage, delle sfere di legno che solitamente si usano per fare la testa delle bamboline fatte in casa; quelle che intendo io, poi, non devono essere trattate con vernici ma essere grezze. Ecco, io ne ho prese, ormai molti anni fa una decina, e le utilizzo nei cassetti e negli armadi semplicemente bagnate con qualche goccia di essenza profumata.
Si possono adoperare anche ritagli di legno da bricolage di qualsiasi forma, stecche di cannella, pigne e addirittura le mandorle con il loro guscio.
L’unica cosa importante da sapere, è che sarebbe meglio non mettere questi oggetti che andiamo a profumare con le essenze, direttamente a contatto coi capi: alcuni oli infatti macchiano irrimediabilmente i tessuti.
Per ovviare a questo problema, trovo che riporre le biglie o pezzetti di legno in un sacchettino di tela possa essere una buona soluzione; io mi limito a mettere le biglie sopra ad un fazzoletto piegato vicino alla roba stirata ed impilata, facendo semplicemente un po’ di attenzione.
In inverno preferisco usare le essenze di lavanda e arancio dolce perché hanno delle proprietà che vengono riconosciute come anti tarme e protettive nei confronti dei capi di lana, mentre nelle altre stagioni alterno l’uso dell’olio di rose a quello di pino, quello di violette a quello di limone, quello di citronella a quello di bergamotto o eucalipto.
La scelta dipende molto da ciò che ho in casa e da come mi sento. Aprire un armadio in questi giorni, giorni in cui la primavera si sta facendo attendere e venire investiti da un delicato profumo di violetta mette di buon umore, è innegabile.
Avere armadi profumati è compreso tra quelle cose che, da ‘massaia moderna’, reputo una vera e propria coccola, me la concedo volentieri per sentirmi meglio e funziona davvero. Un cosa però non sono ancora riuscita a ricreare, quell’inebriante profumo dei panni di mammà, perciò la mia ricerca tra gli oli essenziali, continua.
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Le donne vanno sempre di corsa, dividendosi tra il lavoro e la casa. Per fortuna, però, esistono degli elettrodomestici che diventano validi alleati anche in cucina. Uno di questi è senz’altro la macchina del pane, che consente di ottenere un pane buono e fragrante come quello che si acquista in panetteria. .

La macchina del pane è un elettrodomestico da cucina che da qualche anno si sta diffondendo parecchio in Italia. Si tratta di una impastatrice abbastanza semplice, ma come tutti gli elettrodomestici, è necessario imparare ad usarla correttamente per ottenere il massimo del risultato. Poiché ci sono parecchi modelli disponibili in commercio, è opportuno scegliere quello più adatto alle proprie esigenze e al tempo che si ha a disposizione. Conosciamola quindi più da vicino in questa guida
Come si compone la macchina per fare pane in casa
La macchina per fare il pane è composta da una impastatrice che svolge le varie fasi di lievitazione e successiva cottura. Con questo elettrodomestico è possibile ottenere qualsiasi prodotto lievitato, ma tutti assumeranno la forma del cestello della macchina, cioè un parallelepipedo o un cubo. Ogni macchina del pane, a prescindere dal modello e dalla marca, è appunto dotata di un motore e di un cestello in cui tutti gli ingredienti necessari vengono mescolati e impastati con l’aiuto di una paletta, che ha la funzione di amalgamarli bene.
Nel vano in cui vi è il cestello si trova anche una griglia di riscaldamento, che raggiunge diverse temperature durante le fasi di lavorazione del’impasto, fino a cuocere i prodotti con la stessa potenza di un forno. Il cestello è inoltre dotato di una maniglia che favorisce l’inserimento e l’estrazione dei prodotti ottenuti. La macchina si richiude con un coperchio sul quale una finestrella permette di controllare le fasi di lavorazione e la successiva cottura.
In genere la confezione della macchina che si trova in commercio comprende in dotazione anche un bicchiere graduato per misurare i liquidi ed un cucchiaio per dosare il lievito ed il sale. Inoltre la maggior parte dei modelli consta di una ventola per attuare un ricircolo dell’aria e prevede la possibilità di scegliere che tipo di doratura far ottenere al prodotto finale. Si può infine scegliere il livello di cottura ideale sia per la crosta, che per l’impasto. Per maggiori dettagli consigliamo di leggere questa guida sulla macchina del pane di Luca Barra.
Alcune macchine dispongono anche di un timer che permette di programmare la preparazione del pane ad un’ora precisa, ma si tratta di un accessorio non fondamentale, che di certo non incide sul risultato finale. I modelli più avanzati consentono di gestire diverse capacità, in modo da assicurare il massimo rendimento: questo elemento è importante da considerare quando si deve acquistare una macchina per il pane che sia efficiente e affidabile.
Come Funziona la Macchina per il Pane
La macchina per il pane è un elettrodomestico che permette di preparare il pane in casa in modo facile e senza grandi sforzi. Le sue funzionalità possono variare a seconda del modello, ma generalmente tutte seguono lo stesso principio di base. Ecco come funziona-
Misurazione degli ingredienti: Per ottenere un buon pane, è importante misurare accuratamente gli ingredienti. La macchina del pane solitamente include una serie di ricette con le quantità precise da usare. Gli ingredienti comuni per il pane includono farina, acqua, lievito, sale e zucchero.
Aggiunta degli ingredienti nella macchina: La maggior parte delle macchine per il pane consigliano di aggiungere prima i liquidi (come l’acqua e l’olio), poi gli ingredienti secchi (come la farina e il sale), e infine il lievito. Questo ordine aiuta a garantire che il lievito non entri in contatto con i liquidi prima che inizi il ciclo di panificazione.
Impostazione del programma: La macchina del pane ha diversi programmi da scegliere a seconda del tipo di pane che si desidera fare. Questi possono includere impostazioni per pane integrale, pane dolce, pane senza glutine, e molto altro. Puoi anche scegliere la dimensione del pane e la croccantezza della crosta.
Inizio del ciclo di panificazione: Una volta che hai impostato il programma desiderato, puoi avviare la macchina. Inizierà con una fase di impasto, in cui un gancio o una pala mescola gli ingredienti per formare un impasto. Successivamente, inizia una fase di lievitazione, durante la quale la macchina riscalda l’impasto a una temperatura costante per permettere al lievito di fermentare e far lievitare l’impasto. Infine, inizia la fase di cottura, durante la quale la macchina cuoce il pane a una temperatura costante.
Rimozione del pane: Una volta terminato il ciclo di panificazione, puoi rimuovere il pane dalla macchina. Alcune macchine hanno una funzione di “mantenimento in caldo” che mantiene il pane caldo fino a quando non viene rimosso.
Pulizia della macchina: Dopo aver rimosso il pane, è importante pulire la macchina per il pane. La maggior parte delle parti, come la teglia e il gancio per l’impasto, sono rimovibili e lavabili in lavastoviglie, rendendo la pulizia semplice e veloce.
Usare una macchina per il pane può semplificare notevolmente il processo di panificazione, rendendolo accessibile anche a coloro che non hanno molta esperienza in cucina. Puoi sperimentare con vari tipi di farina, aggiungere semi, noci o frutta secca, e persino fare impasti per pizza, dolci e marmellate, a seconda delle funzioni della tua macchina.
Modelli in commercio
La scelta di acquistare una macchina del pane richiede una serie di valutazioni. In commercio esistono tanti modelli e marche diverse, ed anche il prezzo differisce notevolmente. E’ ovvio che la scelta dipende anche dalle esigenze e dalle “tasche”. Nel caso di una famiglia numerosa, per esempio, è consigliabile optare per una macchina dalla capacità maggiore, in grado di sfornare fino ad un chilo di pane.
Facciamo ora una veloce carrellata di alcuni modelli di macchine del pane che si trovano in commercio, tenendo presente che ve ne sono alcuni di “ultima generazione”, e altri invece più elementari nel funzionamento. Per quanto concerne il prezzo, può oscillare dai 60 euro in su a seconda dei modelli.
Kenwood
Ho avuto modo di provare personalmente la macchina del pane Kenwood BM 450 780 w (con quindici programmi), perché l’ha acquistata da poco la mia mamma. Queste le sue caratteristiche: timer programmabile, capacità 1 Kg, facilità di utilizzo. Il rivenditore mi ha detto che al momento è una delle migliori macchine in circolazione, e che la qualità è garantita. Ve ne sono però anche altre, ad un prezzo decisamente inferiore e di buona qualità.
Panasonic
Con la macchina del pane Panasonic Bread Bakery SD- 255 si può ottenere sia il pane normale, che quello integrale, di segale, francese, ecc. La potenza è di 600 kw, la capacità pari a 600 grammi.
Moulinex
Altra marca decisamente affidabile è la Moulinex. Il modello di macchina del pane è OW 5023 Home Bread Baguette, capace di preparare anche l’impasto per la pizza e le marmellate, dotata di display e oblò dal quale verificare le fasi di lavorazione. Questo apparecchio dispone di 14 programmi, ed ha una potenza di 1650 watt.
Ariete
Della marca “Ariete” qualcuno ha provato le due varianti di macchina del pane e si è trovato molto bene. Vi è Pane Express Metal che realizza pane, dolci, pizza, focacce e confetture. La capacità è di 500 grammi, la potenza 530 watt. Anche questa macchina è dotata di oblò da cui osservare lo stato di avanzamento della cottura, un particolare da non trascurare, poiché consente di tenere sotto controllo l’impasto fino alla fine della cottura. L’altro modello “Ariete” si chiama “Royal Princess”, è una macchina automatica, con cinque programmi digitali, schermo LCD, funzione rapida per brevi programmi, timer programmabile. Le dimensioni consentono di produrre circa 500 grammi di pane, la potenza è di 530 watt. Il prezzo è abbastanza abbordabile, si aggira infatti sui 60 euro. Ideale per i principianti e gli utenti non molto esperti.
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