Partenza da frazione Wold (Alagna) mt. 1260 ed arrivo al Colle del Turlo mt.2738 con un dislivello di 1478 mt.
Difficoltà: E
Tempo di percorrenza circa 4 ore
Stagionalità: dalla primavera all’autunno

Segnavia: n°7
In estate possibilità di servizio navetta dai parcheggi di Alagna e del Wold fino alla Cascata dell’Acqua Bianca. In questo caso il tempo di cammino si riduce di circa 45min.

Parte della Grande Traversata delle Alpi (GTA) e del Tour del Monte Rosa (TMR), il sentiero n° 7 che porta al Colle del Turlo è un itinerario storico particolarmente suggestivo. Fondamentale via di collegamento con la Valle Anzasca, in passato fu luogo di passaggio particolarmente intenso sia per gli scambi commerciali che per i flussi migratori che interessarono l’area. Nel XIV secolo vi transitarono i coloni walser provenienti da Macugnaga che fondarono i primi insediamenti sul territorio di Alagna. Testimone del ruolo importante nell’economia delle valli limitrofe di questo colle è il toponimo che lo identifica: Colle del Turlo in lingua Walser (Ds’ Turlji) significa “piccola porta”.
Il sentiero fu trasformato in mulattiera negli anni ’30 ad opera degli alpini consentendo il trasporto in quei luoghi di piccola artiglieria.
Il territorio attraversato dal sentiero n° 7 si trova all’interno del Parco Naturale Alta Valsesia ed è luogo ideale per l’osservazione della fauna locale. In primavera è particolarmente semplice incontrare gruppi di stambecchi che fanno bella mostra di se nei prati, che sostituiscono il lariceto sopra quota 1900 e negli pascoli di Mittlentail e Faller. Particolarmente suggestivo in primavera il piccolo anfiteatro al termine della valle del Wasserwiss conosciuto come Grafenboden overo “prato nobile” che si ricopre di genzianelle e non ti scordar di me d’alta quota

Il percorso
Da Alagna ci si dirige in frazione Wold dove ha inizio la strada asfaltata che porta alla casacata dell’Acqua Bianca. Dal piazzale dell’Acqua Bianca si imbocca il sentiero per il rifugio Pastore e dopo circa 50 metri si inconta la deviazione sul sentiero 7a per il colle del Turlo

Varianti e collegamenti
Dal colle è possibile ridiscendere la Valle Quarazza fino al Lago delle Fate e Macugnaga in valle Anzasca.
Dall’alpe Faller invece seguendo il sentiero n.7c si arriva al Colle Piglimò (mt. 2485) che guarda verso la valle di Rima in circa un’ora.


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Pianta dalle caratteristiche e proprietà sorprendenti; erbacea, annuale con fusto eretto e foglie alterne, lineari, lanceolate. Da maggio ad agosto ha fiori piccoli e celesti; il frutto è una capsula globosa con semini appiattiti che hanno un involucro lucido.
Risulta essere coltivato in diverse varietà per la produzione dei suoi preziosi semi, dell’olio e delle fibre. Cresce anche spontaneo in regioni a clima temperato.

DROGA: i semi quasi maturi, che devono essere essiccati all’aria; l’intera pianta fresca in fiore; l’olio ottenuto tramite spremitura a freddo.

SOSTANZE CONTENUTE E PRINCIPI ATTIVI: MUCILLAGGINE, PROTEINE, GRASSI, LINAMARINA.

PROPRIETA’ ED UTILIZZO: i semi vengono utilizzati come LASSATIVO, proprio grazie alla loro capacità di gonfiarsi; sono ottimi anche per la cura di STATI INFIAMMATORI dell’apparato digestivo. Può essere consumato in infuso, in caso di stipsi o infiammazione delle vie digestive e urinarie. Decotto, olio e farina per un uso esterno: COSTIPAZIONI PETTORALI, farina ed olio di lino sono utilizzati in profumeria per preparare saponi e balsami.
Le fibre sono utilizzate per produrre materiale chirurgico, ad esempio il filo per le suture.

AVVERTENZE: si consiglia di utilizzare semi e farina molto freschi

CURIOSITA’: Il lino è stata una delle prime piante coltivate dall’uomo, ha simboleggiato la luce. Una leggenda Indiana parla di Aurora che tesseva la camicia nuziale al suo sposo Sole proprio con i fili di lino. i fili del Lino sono infatti considerati simbolo dei raggi di sole.


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Piccolo alberello alto al massimo un metro, erbaceo, dal fusto eretto, perenne. Possiede una radice verticale rizomatosa, da cui si dipartono ramificazioni orizzontali ruvide e scure all’esterno, gialle all’interno; il fogliame composto da diverse foglioline ovali oppure oblunghe di colore verde intenso. I fiori sono riuniti in spighe all’ascella delle foglie, di color azzurro o lilla e di piccole dimensioni.
I frutti sono legumi appiattiti lunghi 2 cm. E’ una pianta originaria dell’oriente, cresce spontanea e viene anche coltivata in diverse zone del bacino mediterraneo.

DROGA: radici da raccogliere in autunno, dopo il terzo anno, ed essiccare all’ombra in un ambiente riscaldato, successivamente conservare in recipienti di vetro adatti o avviluppare nella carta; gli stoloni

SOSTANZE CONTENUTE E PRINCIPI ATTIVI: SAPONINE TRITERPENICHE, FLAVONOIDI, ISOFLAVONI, STEROLI, OLIO ESSENZIALE.

PROPRIETA’ ED UTILIZZO: ha principalmente un’azione ANTINFIAMMATORIA, ANTIAGGREGANTE, ANTIULCERA, ANTIMICROBICA, ESPETTORANTE. Il decotto e l’estratto sono usati per curare tosse, bronchite, stipsi, ed i disturbi da cattiva digestione. E’ molto utilizzata per la preparazione di bevande dissetanti e dall’industria dolciaria.

AVVERTENZE: Se ne sconsiglia l’uso in soggetti con la pressione del sangue elevata o con patologie cardiache.

CURIOSITA’: E’ stata utilizzata soprattutto in passato, in pezzettini di legno, per pulire i denti. Era molto utilizzata nella medicina Cinese, Egizia ed Indiana, dove aveva una grande diffusione. Il suo nome deriva dal Greco “glykys” che significa dolce e “Rhiza” che significa radice. Ha costituito un’interessante fonte di ricchezza per la regione Calabria, infatti, dal 1700 si sono diffuse molte industrie che con il passare del tempo furono chiuse.


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Erbacea suffrutrice, perenne, la base è legnosa, la parte aerea è erbacea; le foglie sono piccole, opposte, ovali; i fiori, bianchi o rosati sono riuniti in pannocchia all’estremità del fusto.

DROGA: i fiori e le foglie che devono essere raccolti in piena fioritura ed essiccati immediatamente.

SOSTANZE CONTENUTE E PRINCIPI ATTIVI: VITAMINA C, OLIO ESSENZIALE, SABINENE, TERPINENE, TANNINI, FLAVONOIDI, POLISACCARIDI. TRITERPENI,

PROPRIETA’ ED UTILIZZO: possiede proprietà ANTISPASMODICHE e DIGESTIVE; grazie alla vitamina C, ha anche funzione espettorante. Ha molte proprietà ma non viene utilizzata spesso in medicina. L’infuso e la tintura sono ottime per la cura del nervosismo, dell’emicrania e per difficoltà di digestione. L’olio essenziale viene molto usato in profumeria. ha un aroma molto simile a quello dell’origano, infatti, viene utilizzata in cucina per insaporire minestre, carni e conserve.

AVVERTENZE: l’essenza possiede un’azione antispastica importante, quindi favorisce il rilassamento della muscolatura, si consiglia di non assumerla in dosi eccessive.

CURIOSITA’: è chiamata “Amarakon” dai Greci; presente in diverse leggende e cerimonie magiche. Considerata una delle piante del sole, i Greci ed i Latini vi adornavano il capo dei novelli sposi. In passato le fanciulle innamorate tenevano un vasetto di Maggiorana sul davanzale della finestra a cui il cavaliere porgeva il suo saluto. se la giovane apriva la finestra per dare un cenno d’intesa al ragazzo, si diceva che “svegliava la maggiorana”. Le sue radici restano leggermente in superficie, evocando l’emblema dell’uomo contemplativo, radicato alla terra solo quello che gli basta.


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Pianta perenne, rustica, con rizoma stolonifero e fusto volubile, striato, fragile, ricoperto di peluria. Le foglie sono opposte, lungamente peduncolate, ruvide sulla pagina superiore e palmate. I fiori maschili sono bianco-verdognolo, quelli femminili sono raggruppati in spighe che vengono chiamati coni. I frutti sono acheni grigi composti da tanti granelli gialli che sono le ghiandole resinifere, sono chiamati stroboli. In Italia settentrionale è molto diffusa, a volte viene coltivata nei giardini come rampicante ornamentale, oppure cresce spontanea ai bordi delle strade e dei boschi.

DROGA: gli strobili

SOSTANZE CONTENUTE E PRINCIPI ATTIVI: OLIO ESSENZIALE, LUPPOLINO, RESINE, UMULENE.

PROPRIETA’ ED UTILIZZO: utilizzato come lieve CALMANTE o SONNIFERO; ha anche proprietà ANTIBATTERICHE ed AROMATICHE, che sono importanti per il sapore della birra. Nella medicina popolare è usato come stimolante per l’appetito
Infuso e polvere sono usati in caso di INSONNIA, NERVOSISMO, eccitabilità sessuale eccessiva. I giovani germogli apicali sono commestibili e vengono solitamente lessati e consumati come verdura, oppure in risotti e minestre. Naturalmente l’uso più diffuso è quello legato alla produzione della birra, alla quale viene aggiunto il decotto della pianta, in parte per fornire il sapore amarognolo che la caratterizza, in parte per impedirne l’acetificazione.


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